Esplode elettrodotto interrato L’Enel: «È un caso irripetibile»

Forse un tombino sepolto sotto l’asfalto ha amplificato gli effetti di un guasto sulla linea a 20mila volt Sarà aperta un’inchiesta, il sindaco chiede alla società di distribuzione verifiche approfondite
TERAMO. La città delle tragedie sfiorate (ricordate il crollo nel cantiere del Lotto zero e l’esplosione nella scuola materna di Piano d’Accio?) ne aggiunge un’altra alla sua collezione. Ieri notte, a mezzanotte e mezza, un boato fortissimo – accompagnato da un breve blackout – ha scosso il quartiere Stazione. In viale Crispi, all’altezza dell’incrocio con via Badia, è esploso un elettrodotto interrato da 20mila volt. I pochi, allibiti testimoni hanno visto una fiammata enorme uscire dalla strada e un tombino in ghisa volare a metri di distanza, mentre pezzi di asfalto ricadevano dappertutto. Nessuno si è fatto male, ma questo esito miracoloso dipende solo dall’orario: quel tratto di viale Crispi, tra le 7 di mattina e le 21, è sempre trafficato (anzi, per ore ingolfato) e a pochi metri dall’esplosione ci sono il Caffè Gramenzi e vari negozi. Fa venire i brividi pensare a cosa poteva succedere se un simile botto fosse avvenuto di giorno.
I vigili del fuoco sono arrivati sul posto dopo pochi minuti. Hanno subito riscontrato che un tombino di ghisa, a servizio dell’elettrodotto, era stato sollevato verso l’alto e che dalla buca che si era creata sull’asfalto uscivano fiamme basse. Queste si sono presto spente da sole. I primi tecnici dell’Enel intervenuti sul posto non hanno escluso che l’esplosione possa essere stata causata da sbalzi di corrente che hanno fuso il rivestimento in catrame, creando all’interno del tombino gas infiammabili. La versione ufficiale di E-Distribuzione, però, è stata questa: «A determinare l’accaduto è stato in particolare il danneggiamento di un giunto, dovuto a cause accidentali. Secondo quanto accertato dai tecnici dell’azienda intervenuti sul posto, il fenomeno che ha portato al danneggiamento del manto stradale è stato determinato da particolari e contingenti condizioni non ricollegabili all’esercizio della rete elettrica. Quanto accaduto è dunque da considerarsi un caso isolato ed eccezionale». Quali sarebbero queste «particolari e contingenti condizioni» che rendono il caso «isolato ed eccezionale»? Nessuno lo dichiara apertamente, ma potrebbe essere tutta colpa di un tombino che è rimasto sepolto sotto il manto stradale dopo l’ennesima riasfaltatura di viale Crispi, e che avrebbe impedito ai gas di sfogare. Un rapporto sarà comunque rimesso dalla polizia municipale alla magistratura: appare scontata l’apertura di un’inchiesta.
Ieri, mentre le squadre di E-Distribuzione riparavano la linea (intervento concluso nel pomeriggio), sul posto è andato il sindaco Maurizio Brucchi che ha dichiarato: «Ho contattato l'Enel nazionale», spiega, «per sollecitare una verifica su tutta la linea, che risale a 40 anni fa». Il timore del primo cittadino è che il problema possa ripetersi lungo lo stesso tratto con conseguenze ben più gravi. L'esplosione notturna in viale Crispi non ha provocato una tragedia per questione di attimi. «Le telecamere nella zona», fa sapere Brucchi, «hanno registrato le immagini di due auto che si sono incrociate in quel punto 13 secondi prima dell'incidente». Nel pomeriggio di ieri il sindaco ha ricevuto la conferma da parte dell'Enel della disponibilità ad avviare controlli congiunti con il Comune. «La società sarà al nostro fianco», conclude il primo cittadino, «nelle verifiche su tutta la linea dove c'è stata l'esplosione».(dv-dp-gdm)
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