Esplode l’ira degli utenti del laboratorio analisi

4 Maggio 2019

Lunghe code per la carenza di addetti ai prelievi e qualcuno alza la voce Vigilante riporta la calma, grazie alla protesta arriva un infermiere di rinforzo

GIULIANOVA. Momenti di tensione ieri mattina, attorno alle 9, nella sede del laboratorio analisi dell’ospedale. Tante le persone in fila per sottoporsi ai prelievi, pochi gli addetti alle operazioni. La circostanza ha creato una coda consistente all’interno che pian piano si è allungata fino all’esterno della struttura con il risultato di generare tra gli utenti un percettibile malumore. Non è la prima volta che ciò accade e sempre per la mancanza di personale addetto. Ma ieri forse è stato raggiunto un livello di insoddisfazione mai registrato in passato. Tant’è che qualche persona in attesa ha iniziato ad alzare la voce tanto da richiamare l’attenzione del personale sanitario presente all’interno del laboratorio. Da qui la necessità, per placare gli animi un po’ su di giri, di allertare il personale addetto alla sicurezza. Sul posto è arrivato un vigilante che agendo con tatto e calma ha riportato la serenità. Evidentemente però la protesta degli utenti ha toccato le corde della sensibilità di chi ha la facoltà di spostare velocemente il personale. Poco prima delle 10, infatti, nel giro di un breve lasso di tempo dalla lagnanza, ai due addetti ai prelievi si è aggiunta una terza unità per dare man forte al reparto e rendere più agevole il deflusso. Nonostante l’integrazione con un altro infermiere i prelievi sono terminati attorno alle 11, ovvero molto tempo dopo rispetto alla normale chiusura mattutina delle operazioni.
Sono in molti a chiedere una inversione di rotta ed una maggiore attenzione nei confronti di chi si serve dei servizi del laboratorio analisi per una necessità oggettiva. Non solo. Capita di frequente che l’utenza sia costituita non soltanto da persone residenti a Giulianova, ma anche da uomini, donne e bambini provenienti da territori come Notaresco, Morro d’Oro e Roseto e che sono costretti ad osservare un assoluto digiuno per diverse ore. L’attesa oltre il limite normale diventa così inaccettabile e si presta il fianco alla comprensibile protesta, che non fa bene a nessuno: ai lavoratori che comunque cercano di sopperire alle croniche carenze di personale e all’utenza che non vede soddisfatta l’esigenza di un più celere servizio. I piani alti della Asl sono stati più volte messi al corrente della situazione, ma la musica è sempre la stessa.
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