Esposto di Ascom contro la ciclabile di Voltarrosto

ROSETO. Rimodulare il progetto della pista ciclopedonale Roseto-Voltarrosto, a causa di alcune criticità, e pensare a un percorso alternativo evitando le zone abitate e le intersezioni con il...
ROSETO. Rimodulare il progetto della pista ciclopedonale Roseto-Voltarrosto, a causa di alcune criticità, e pensare a un percorso alternativo evitando le zone abitate e le intersezioni con il traffico veicolare. È il contenuto dell’esposto, inviato ieri via Pec al sindaco di Roseto Sabatino Di Girolamo, dall’Ascom Abruzzo, associazione che si occupa di commercio, turismo e servizi, nata da poco anche a Roseto grazie all’adesione di alcuni cittadini, tra i quali la presidente Berardina Prosperi, che alcuni mesi fa raccolse circa 900 firme contro la realizzazione della ciclabile.
Il progetto, redatto dall’ingegnere Emiliano Aloisi per conto del Comune, è stato visionato, per conto dell’Ascom, dall’architetto Luigi Di Lodovico, che ha rilevato alcune criticità. «Le maggiori», si legge nell’esposto, «sono rappresentate dalla diminuzione sensibile dei parcheggi a uso pubblico, dai problemi per i residenti diversamente abili o con difficoltà motorie, dalle pendenze eccessive in alcuni tratti, da intersezioni con la viabilità veicolare esistente e dalle intersezioni con passi carrabili e accessi privati. Nel progetto approvato dal Comune di Roseto, forse per contenere i costi, si fa eccessivo affidamento alla viabilità ordinaria, limitandosi a delimitare spazi per l’uso delle bici, in certi casi creando disagi e situazioni di pericolo, che questi tipi di intervento dovrebbero al contrario diminuire». La mancanza di parcheggi, secondo Ascom, si fa sentire particolarmente a circa 200 metri dal lungomare, dove nel periodo estivo si assiste a un aumento della domanda per i parcheggi. Ci sono inoltre problemi legati a chi ha difficoltà motorie. «All’interno del comitato promotore “Tutti in Via Piave” ci sono cittadini che hanno difficoltà motorie anche importanti», continua l’esposto, «quindi l’eliminazione di questi stalli costringe i residenti a parcheggiare a diverse decine di metri dalle proprie abitazioni. Ci sono poi pendenze eccessive, di circa il 5-6 cento in alcuni tratti, dove le bici in discesa possono raggiungere anche velocità superiori a 40 chilometri orari, e in salita è dura. Per non parlare delle continue intersezioni con la viabilità esistente e con i passi carrabili e gli accessi privati, che creano problemi di sicurezza per automobilisti, ciclisti e residenti».
L’Ascom, dunque, invita l’amministrazione a pensare a un tracciato alternativo. «Si potrebbe sfruttare maggiormente la viabilità del lungomare sud», conclude l’esposto, «e utilizzare quella interna che porta verso le frazioni. Così facendo si attraverserebbero zone meno densamente abitate e si allungherebbe il percorso, risolvendo sia il problema delle pendenze, sia, in buona parte, quello della gestione dei conflitti laterali». (l.v.)
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