Esposto sulla Team La maggioranza: «Noi siamo sereni»

26 Aprile 2021

TERAMO. La notizia dell'esposto alla magistratura sull'operazione Team, promosso da Italia Viva e sostenuto da una parte dell'opposizione, non preoccupa chi quel passaggio l'ha voluto, studiato e...

TERAMO. La notizia dell'esposto alla magistratura sull'operazione Team, promosso da Italia Viva e sostenuto da una parte dell'opposizione, non preoccupa chi quel passaggio l'ha voluto, studiato e votato in consiglio comunale. Una nota a firma dei capigruppo di maggioranza, infatti, risponde all'azione attuata dai denuncianti, esprimendo serenità per il lavoro fatto e per le scelte adottate sulla trasformazione della società da mista a pubblica.
La nota, poi, apre a polemiche politiche rilevando come dall'esposto si evinca una certa disgregazione della minoranza in consiglio comunale: «Ancora una volta, neanche dai banchi dell’opposizione alcuni soggetti riescono a trovar pace e compattezza: non vi erano riusciti al momento del voto, non vi riescono ora davanti a una scelta che va ben oltre l’assise civica. Una minoranza divisa tra chi lavora con serietà al servizio dei teramani, e chi è quotidianamente coinvolto in una ricerca affannosa di celare tutti i propri fallimenti politici amministrativi», scrive la maggioranza che entra poi nello specifico rilevando come sull'esposto manchi la firma del capogruppo di Italia Viva Flavio Bartolini e di altre forze di opposizione. «Non sfuggirà come tali esposti siano stati sottoscritti solo da una parte di Italia Viva, che perde il proprio capogruppo, cui va tutta la vicinanza di tutta la maggioranza; così come non possiamo non notare le prevedibili assenze di Fratelli d’Italia, Lega e M5S, oltre che del gruppo misto. A loro va il riconoscimento di una serietà ormai dimenticata, di un lavoro propositivo e onesto intellettualmente al di là di posizioni che certamente potranno vederci contrapposti. I sottoscrittori di tali esposti non sono altro che gli esecutori teramani di un piano politico che viene da altre partecipate; esponenti locali del piano o meglio del “Partito del Ruzzo”. Coloro che già hanno dimostrato ampiamente come la loro gestione delle società partecipate sia fallimentare». La nota si chiude manifestando massima disponibilità alla magistratura. (v.m.)