Espropri non pagati dall’ex giunta: un nuovo debito da 80mila euro

3 Marzo 2023

Il Comune versa la somma dopo una transazione con tre privati per le aree della zona industriale Il sindaco Laurenzi: «Avremmo voluto destinare questi soldi al sociale, ma il passato lo impedisce»

NERETO. Altro debito, altro pagamento per la questione della zona industriale di Nereto. Il sindaco, Daniele Laurenzi, ha sottoscritto l'ennesimo atto di transazione con un privato e due società, consegnando due assegni per 80mila euro con a carico anche le spese legali. Soldi pubblici, oltre 130mila euro che vengono sottratti al bilancio «e che avremmo voluto destinare per il sociale, per la cultura, per le manutenzioni» dice il primo cittadino che lancia la stoccata a chi l’ha preceduto.
«Il Comune di Nereto, in passato, era "specializzato" nella vendita di cose altrui, questa vicenda andava avanti dal 2005 quando il Comune, non avendo perfezionato la procedura espropriativa, assegnava e vendeva (con atto notarile) un terreno situato nella nuova zona produttiva, ad una ditta, senza avere la proprietà dello stesso e senza indennizzare il legittimo proprietario», spiega Laurenzi, «ricordo che un esproprio per pubblica utilità necessita di un piano degli investimenti (avere i soldi,) inoltre un altro preciso adempimento di legge era quello di versare (sempre gli stessi soldi) a Cassa Depositi e Prestiti. In passato nulla di tutto ciò è stato fatto: il piano degli investimenti non c'era e non c'è traccia dei soldi che dovevano essere vincolati e accantonati. L'agire politico e amministrativo si determinava senza il rispetto delle norme di legge. L'atto pubblico che ho firmato, ora per allora, ha per oggetto la cessione del terreno, mai effettuata. Purtroppo sono ancora tanti i contenziosi urbanistici che espongono la nostra comunità». Per la questione della zona produttiva, l’ente ha chiuso transazioni e vertenze sborsando altre centinaia di migliaia di euro e restano ancora in piedi contenziosi giudiziari, non ultimo quello da tre milioni di euro pendente in Cassazione dopo che in Appello il Comune è stato condannato a pagare i proprietari dei lotti espropriati. «Come amministrazione siamo consapevoli che è necessario andare avanti con lo stesso metodo usato in questi 5 anni e con lo stesso spirito di servizio proseguiamo, con rinnovato impegno, per uscire definitivamente dal pantano dei contenziosi», conclude, «ci attendono nuove sfide e importanti obiettivi da raggiungere, come quello di gestire i tanti finanziamenti, che in questi 5 anni abbiamo saputo intercettare, necessari per continuare a crescere, riqualificare e cambiare, ancora di più, il volto del paese».
©RIPRODUZIONE RISERVATA