«Ester simbolo della lotta alla violenza»

24 Giugno 2017

Diverse associazioni e le Commissioni pari opportunità studiano un progetto contro i femminicidi

TERAMO. Il nome e il ricordo di Ester Pasqualoni come simbolo della lotta contro la violenza di genere per unirsi in un impegno comune a portare avanti progetti di sensibilizzazione dell’intera società.
E’ l’iniziativa nata dall’unione di intenti di istituzioni e associazioni del territorio: Cpo provinciale di Teramo, Cpo comunali di Pineto, Roseto, Giulianova, consigliera provinciale con delega alle pari opportunità Federica Vasanella, consigliera di parità provinciale Anna Pompilii, consigliera di parità della Regione Alessandra Genco, Snoq, Amnesty, associazioni De Finis , Bon ton, Cittadinanza attiva, il personale dell’ospedale di Giulianova e il gruppo Fb “Il tinello letterario” che hanno raccolto l’invito di un’amica di Ester, Anna Di Donatantonio, a promuovere una serie di iniziative concrete per dire ancora una volta “no” alla violenza. «Ester è stata un faro per molte persone nella vita e da oggi il suo nome sarà un faro per tutti quelli che vorranno lottare contro la violenza sulle donne perché quello che è accaduto a lei non accada più», spiega Di Donatantonio, «Ester era una persona preparata, serena, equilibrata, sempre sorridente, dalla profonda umanità». «Aderiamo all’iniziativa per mantenere alta l’attenzione su questa problematica», spiega Vasanella, «ma vorrò andare oltre e riattivare un protocollo con le forze dell’ordine, le varie Cpo e le istituzioni per creare una rete sul territorio che permetta di far conoscere a tutti gli strumenti a difesa delle donne che ci sono come il centro antiviolenza di Teramo e la Casa rifugio». Per tutto questo è necessaria una mobilitazione dell’intera società. «C’è bisogno che tutti, e non solo le donne, ma anche gli uomini e le istituzioni prendano la parola, assumano la propria responsabilità e facciano la propria parte», aggiunge Genco, «con azioni concrete e quindi mettendo in campo servizi strutturati per le donne che si trovano a vivere la violenza affinchè vengano prese in carico da un circolo virtuoso, ma facendo anche prevenzione e partire già dalle scuole con l’educazione alla differenza». Giovedì sera a Teramo si è svolto un momento di riflessione e cordoglio sul femminicidio organizzato dal centro di cultura delle donne Hannah Arendt e da Se non ora quando al quale hanno partecipato oltre cento persone.
Adele Di Feliciantonio
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