Evento contro le discriminazioni nel mirino di Fratelli d’Italia

L’eurodeputato Sofo: «Scienze della comunicazione apre la strada alle ideologie gender e Lgbt» La replica del direttore Corsi: «C’è bisogno di confronto e impegno per una società più inclusiva»
TERAMO. L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Vincenzo Sofo e il vice presidente di Gioventù Nazionale Francesco Di Giuseppe hanno attaccato in una nota l’iniziativa “Abitare il proprio corpo”, organizzata dal dipartimento di Scienze della Comunicazione dell'Università degli studi di Teramo. Il direttore del dipartimento, Christian Corsi, la descrive così: «C’è stata la proiezione del film “Billy Elliot” con un’introduzione di studenti e docenti di Comunicazione nella quale è stata presentata una carta dal valore simbolico, contenente un impegno contro ogni forma di discriminazione. La carta riafferma la centralità del principio di uguaglianza così come sancito dalla Costituzione e dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea».
Non la pensa così Sofo, che scrive: «L'iniziativa “Abitare il proprio corpo” è totalmente impregnata di ideologia e ipocrisia. Come spesso la sinistra fa, utilizzando termini generici e fuorvianti, cerca di introdurre l'ideologia gender e Lgbt nelle nostre università. Usando lo spauracchio della lotta alla discriminazione, dimenticandosi che in Italia non vi è alcuna discriminazione, e promuovendo la libertà individuale a tutti i costi, con questo progetto si crea, invece, confusione fra gli studenti. Si cerca inoltre di introdurre un cosiddetto linguaggio inclusivo, senza però specificare in cosa consista, aprendo a interpretazioni parziali e tendenziose. Sembra di rivedere alla lontana quel Ddl Zan che voleva chiudere la bocca a tutti coloro che non la pensassero come le lobby arcobaleno».
Di Giuseppe ha rincarato la dose: «Siamo di fronte all'ennesimo cavallo di Troia che ingannando tutti cerca di obbligarci ad allinearci al pensiero unico. Qui non si tratta di combattere alcun tipo di discriminazione perché a Teramo come nel resto d'Italia non ve ne è alcuna necessità. Piuttosto, queste iniziative rischiano di discriminare chi semplicemente, dopo l'approvazione di simili documenti, non potrà più essere libero di dire che gli esseri umani nascono uomini e donne, che gli unici a poter generare figli sono un uomo e una donna insieme, che l'utero in affitto è un crimine e che la molteplicità di generi e la fluidità fanno male ai nostri giovani, i quali perdono ogni certezza psicologica e sociale».
Corsi ha ribattuto: «Sono molto orgoglioso che gli studenti del mio dipartimento abbiano mostrato con grande sensibilità l’impegno alla creazione di una società più inclusiva in questo momento dove permangono elementi di assoluta inciviltà, come testimoniano i dati dell’ufficio antidiscriminazione razziale della presidenza del Consiglio: c’è un aumento di denunce per violenze su persone con disabilità, sulle donne e per reati di omotransfobia. L’Unione europea ha condannato Italia, Ungheria e altri Paesi su queste tematiche. Dunque», conclude il direttore di Comunicazione, «di questi momenti di confronto su inclusione, comunicazione non ostile e applicazione dei principi di cittadinanza c’è tanto bisogno e annuncio che ce ne saranno molti altri, il prossimo il 17 maggio».(d.v.)
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