Ex Acquaviva, no del commissario al recupero

25 Marzo 2016

Respinta la proposta del privato che ha acquistato la vecchia scuola di viale Orsini dove costruire nuovi fabbricati

GIULIANOVA. Il commissario ad acta Giuliano Di Flavio ha rigettato il piano di recupero presentato dalla ditta Giaro componenti srl riguardante l'ex scuola elementare Acquaviva in viale Orsini, che aveva acquistato nel 2010 dalla Giulianova patrimonio per 2,5milioni di euro. La ditta di Pineto, però, dopo il no al piano di recupero dell'ex edificio scolastico espresso dal consiglio comunale, pervenuto dopo il parere negativo delle due soprintendenze ai beni architettonici e paesaggistici per l'Abruzzo e alle belle arti e paesaggio dell'Abruzzo, aveva richiesto alla Provincia la nomina di un commissario ad acta, effettuata a febbraio 2015, affinché si esprimesse in merito al piano di recupero. La risposta del commissario, arrivata ieri, a questo quesito è stata molto chiara e netta, avallando la scelta del consiglio comunale e delle soprintendenze.

Secondo Di Flavio, infatti, è stato fondamentale, per la bocciatura del piano di recupero presentato dalla ditta, il parere negativo espresso dalle soprintendenze, soprattutto quella paesaggistica, che valutava la zona e il manufatto in viale Orsini come «paesaggisticamente tutelata e di notevole interesse pubblico e dunque soggetta sia a tutela monumentale che paesaggistica». La soprintendenza aveva sollevato problemi relativi alle nuove sagome e altezze dei fabbricati presenti nel piano di recupero, giudicate non compatibili con le previsioni del piano regolatore e che «andrebbero a danneggiare futuri interventi in aree limitrofe». La Giaro componenti, ancora prima della nomina del commissario, aveva chiesto inoltre la restituzione dei 2,5milioni di euro pagati per acquistare l'immobile. La ditta, tramite il suo legale, aveva fatto causa al Comune di Giulianova dicendo che, al momento della stipula del contratto di acquisto, la partecipata «Giulianova patrimonio srl non ha posto in essere un atto di vendita puro e semplice, ma ha espressamente garantito gli indici di edificabilità degli immobili oggetto di compravendita, risultati fittizi a seguito del parere della soprintendenza». La ditta pinetese, insomma, aveva accusato la Giulianova patrimonio di aver venduto un immobile garantendo indici di edificabilità elevata, poi smentiti dalla soprintendenza, e quindi aveva chiesto indietro i soldi dell'acquisto più un risarcimento danni oltre interessi e rivalutazioni. La Giaro, inoltre, aveva accusato il Comune di Giulianova di aver «artificiosamente aumentato gli indici di edificabilità al fine di incrementare gli utili in bilancio». Il Comune aveva deciso di resistere in giudizio.(m.t.)

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