Ex cantiere del traforo: parco faunistico bloccato

9 Aprile 2024

Appello del sindaco di Isola: «Ci sono progetti e fondi, ma tutto resta fermo» Il primo cittadino chiede la mobilitazione degli enti: «Occasione da non perdere»

ISOLA DEL GRAN SASSO. «Il progetto del parco faunistico che andrebbe a riqualificare l’area bonificata dell’ex cantiere Cogefar è strategico e rilevante per Isola e per l’entroterra teramano, ma troviamo sempre porte chiuse, come se fosse stato accantonato o dimenticato. Per questo propongo un coinvolgimento di più enti e della Fondazione Gran Sasso che lo ha promosso per riprenderlo e chiedo un urgente incontro per utilizzare il primo milione già finanziato dal ministero dell’Ambiente e concesso alla Fondazione che è fermo da anni». Decise le parole del sindaco di Isola Andrea Ianni che spinge per la ripresa del progetto dell’area faunistica di 23 ettari che sorgerebbe nella frazione di Casale San Nicola, precisamente nell’area dove un tempo c’era il quartiere generale della Cogefar e la vita degli operai da tutta Italia che hanno realizzato il traforo del Gran Sasso.
Un progetto ambizioso che ospiterebbe, nel rispetto della natura, bio-edifici e animali selvaggi non relegati in gabbia, ma in ampi recinti di sicurezza ideato dal compianto presidente dell’Ente Parco e della Fondazione Gran Sasso nata proprio per il Parco faunistico, Arturo Diaconale, affiancato dal compianto sindaco Alfredo Di Varano, approvato dal ministero dell’ambiente in collaborazione con il Bioparco di Roma, dalla Provincia nel 2104, e con l’approvazione della variante al Prg del Comune di Isola. E nel 2017 con un emendamento alla legge finanziaria il ministero dell’Ambiente ha stanziato il primo milione di euro sui 10/12 previsti che possono arrivare a 20 con l’implementazione delle attività a scopo scientifico e ricreativo.
«Quando è venuto il ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin all’università di Teramo per l’inauguazione dell’anno accademico gli ho esposto il progetto del Parco, i problemi che ci sono e mi ha invitato a mandare una relazione al Ministero che ho già fatto», prosegue Ianni,«abbiamo anche completato tutti i documenti per entrare in Fondazione. L’area dell’ex cantiere è completamente bonificata, il progetto realizzato dallo studio Santarelli nel 2013, con quel primo milione fermo si può partire e poi cercare altri fondi, anche privati. È rimasto un anno del mio mandato e l'area faunistica è sempre stata un obiettivo della mia amministrazione». Già l’amministrazione del sindaco Roberto Di Marco si era attivata per l’area faunistica chiedendo anche il riconoscimento come socio del consiglio di amministrazione della Fondazione che, però, non c'è stato. «Un'opportunità ci fu con il governo Draghi quando nella presentazione dei progetti per i fondi di coesione chiesi di presentare anche l’area faunistica», dice ancora Ianni, «ma non so se il progetto fu mai presentato, tanto che finanziarono quello di “Unico Gran Sasso». E conclude: «Spero in una risposta positiva del ministero e che possiamo riprendere in mano con la Fondazione Gran Sasso questo progetto per dargli, finalmente, l’importanza che merita».
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