Ex Cirsu, tentativo per salvare i 30 posti

28 Settembre 2017

Lo sollecita Arboretti in consiglio, ma domani i sindacati incontrano il Csa per i licenziamenti

GIULIANOVA. Il caso dei 30 lavoratori ex Cirsu che rischiano il licenziamento finisce in consiglio comunale. E’ la richiesta del Cittadino governante, rappresentato da Franco Arboretti che impegna il consiglio a «esperire ogni tentativo per salvaguardare i posti di lavoro di tutte le maestranze di Cirsu». Le cose, in realtà, sono già molto avanti.
Domani mattina, infatti, si terrà l’incontro tra le organizzazioni sindacali e il Consorzio stabile ambiente (Csa) dell’Aquila, che gestiva gli impianti di Grasciano (ex Cirsu, consorzio fallito nel 2015) per la chiusura della procedura di licenziamento collettivo. Gli impianti sono chiusi da mesi, dopo vari sopralluoghi dell’Arta, e il Csa dovrebbe lasciare il posto, il 1° ottobre, alla Deco, che si è aggiudicata la gestione dell’impianto presentando un progetto di rilancio in fase di concordato. Prima che Deco subentri, però, Csa dovrebbe fare alcuni lavori e consegnare gli impianti in condizioni ottimali. Il consorzio aquilano, tuttavia, avrebbe impugnato la procedura di affidamento a Deco e dunque i tempi sono destinati ad allungarsi. Come se non bastasse, inoltre, Deco, vista la situazione, avrebbe anche intenzione di ritirare la proposta se, entro fine mese, dunque fra pochi giorni, Csa non si decidesse a lasciare gli impianti e a fare i lavori. Un tira e molla che, per il momento, nuoce solo alle maestranze. Da quando il polo tecnologico è stato chiuso, infatti, sono presenti solo tre operai per presidiare l’area. Gli altri, tutti provenienti dai 6 Comuni ex soci Cirsu, a cui Csa ha inviato le lettere di licenziamento, sono a casa. «L’esito fallimentare ha fatto perdere ai sei Comuni di Cirsu un patrimonio importante come il polo tecnologico di Grasciano e la titolarità della nuova discarica», ha commentato Arboretti, «A questo punto, almeno, si faccia ogni tentativo per salvare i livelli occupazionali e garantire il lavoro a tutti gli assunti che già operavano per Cirsu. Riteniamo necessario che i Comuni interessati debbano impegnarsi a fondo, con ogni azione utile, per scongiurare questo drammatico esito per i lavoratori e le loro famiglie».
Lo scorso luglio, i sindacati avevano già incontrato il prefetto con gli operai, allora mandati ufficialmente in ferie ma che poi, in realtà, non sono mai rientrati a lavoro. Domani, dunque, si terrà l’incontro in Provincia, ma gli operai hanno ben poco da sperare.
Margherita Totaro
©RIPRODUZIONE RISERVATA .