Ex Comi, via le transenne dal portico-dormitorio

Il Comune toglie le barriere dopo la bonifica dello spazio occupato dai migranti Gli assessori Di Padova e Cordone: «Intervento necessario per motivi igienici»
TERAMO. Via le transenne dal portico dell’ex Comi. L’amministrazione comunale ha rimosso le barriere posizionate nei giorni scorsi all’ingresso dell’edificio che ha ospitato l’istituto tecnico per ragionieri e attualmente è destinato al liceo scientifico Einstein. Il portico era stato infatti a lungo utilizzato come riparo da profughi pakistani in attesa di altra collocazione. Il Comune l’ha fatto ripulire, rimuovendo i giacigli e ponendo le transenne ai piedi della scalinata. Lo sbarramento è stato contesto dai militanti della Casa del popolo e con la sua rimozione il Comune chiarisce i motivi della scelta.
«L’intervento in viale Bovio, effettuato d’intesa con la Provincia e la dirigente scolastica, è stato dettato esclusivamente da questioni di natura igienico-sanitaria e di decoro», spiegano gli assessori al sociale Stefania Di Padova e all’ambiente Graziella Cordone, «era necessario anche in virtù della prossima riapertura della scuola – considerata la particolare sensibilità del luogo – e ha visto, ancora una volta, il Comune assumersi le responsabilità e andare oltre le proprie competenze. Ogni polemica, quindi, è assolutamente strumentale». L’apposizione delle transenne, dunque, non sarebbe stata finalizzata a bloccare l’accesso ma solo a permettere la bonifica. «Per quanto concerne lo stazionamento notturno, da parte di cittadini stranieri, nel porticato della scuola» spiegano i due assessori, «non è legato a situazioni di povertà, non riguarda cittadini senza un tetto, ma è dettato da un fenomeno, quello dell’immigrazione, generalizzato in tutte le città, che gli ultimi interventi legislativi hanno reso sempre più difficile da gestire e che non è certamente di competenza dei Comuni. L’amministrazione, in ogni caso, non essendo certo indifferente a queste situazioni, ha già avuto interlocuzioni informali con la prefettura per trovare possibili e concrete soluzioni».
Gli immigrati sono destinati a trovare posto nei centri di accoglienza. «I posti disponibili sono pochi e le strutture andrebbero potenziate, per cui sono allo studio anche altri interventi», concludono Di Padova e Cordone, «il Comune, pur non avendo competenze in merito, ha sempre fatto e continuerà a fare la sua parte e, insieme alla prefettura, ha condiviso la necessità anche di istituire un tavolo per cercare soluzioni condivise». (g.d.m.)
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