Ex Consorzio, il prefetto apre le porte

9 Ottobre 2024

Nell’incontro con Comune e Usr, Stelo conferma la disponibilità a dare spazio a 300 alunni

TERAMO . Sono 300 gli studenti che potrebbero essere collocati nell’ex Consorzio agrario, secondo quanto emerso durante la riunione tenutasi ieri tra il presidente della Provincia Camillo D’Angelo e il dirigente dell’Ufficio speciale per la ricostruzione post-sisma Piergiorgio Tittarelli. Un vertice ristretto durante il quale il prefetto Fabrizio Stelo ha rinnovato la disponibilità a consentire il subentro della Provincia nel procedimento che riguarda l’utilizzo dell’edificio in viale Mazzini, da poco ristrutturato e individuato come sede temporanea della prefettura, che a sua volta dovrà essere sottoposta a interventi di riparazione e consolidamento antisismico. Per Stelo, tuttavia, è indispensabile che siano garantiti tutti gli standard di sicurezza necessari a una comunità scolastica. Altre soluzioni vengono per ora respinte dai dirigenti scolastici e dall’Usr che hanno richiesto che il Convitto e il liceo rimangano in centro storico.
Il presidente della Provincia garantisce che la prefettura, una volta avviati e ultimati i lavori, rientrerà nel suo palazzo di corso San Giorgio. L’ex Consorzio agrario, infatti, è stato adeguato negli ultimi mesi alle esigenze specifiche della prefettura e, pertanto, se utilizzato dovrà essere in grado di riadattarsi a tutta la normativa vigente in materia di scuola e didattica. Ecco perché il prefetto, nel confermare che non si opporrà alla disponibilità offerta alla Provincia dall’Usr, comportando inevitabilmente il blocco del trasferimento di uffici e dipendenti della prefettura e il ritardo nell’avvio dei lavori nello storico palazzo di Governo, ha richiamato l’attenzione sulla necessità che ciò avvenga a condizione che gli studenti entrino in totale sicurezza con le dovute attestazioni da parte di tecnici incaricati, vigili del fuoco, genio civile e ogni altro soggetto responsabile e competente.
«La Prefettura c’è, come sempre, ma sulla sicurezza non faccio passi indietro e andrà verificata in concreto prima del trasferimento delle classi. Che l’impegno oggi dimostrato sia da monito alle istituzioni cittadine a muoversi per tempo, anche al di fuori di emergenze», ha commentato Stelo. Il sequestro del Delfico, intanto, fa cambiare sede anche al Premio Di Venanzo: alcuni appuntamenti erano in programma nell'aula magna del Convitto e altri alla sala polifunzionale. Entrambe, però, sono chiuse. È stato perciò allestito un tendone in piazza Martiri che ospiterà gli eventi da domani a sabato che erano in agenda nella sala polifunzionale e nella sede di Teramo nostra in via Romani si terranno quelli che si sarebbero dovuti svolgere al Delfico. (v.m.)