Ex dipendente dell’Unione Comuni della Laga arrestato per l’ammanco di 800mila euro

23 Ottobre 2026

Per la Procura avrebbe fatto operazioni anche da indagato. L’accusa contestata è quella di peculato

TERAMO. L’ultima accusa che la Procura gli ha contestato, e con cui di recente ha integrato la richiesta di misura cautelare presentata nei mesi scorsi al gip, è quella di aver fatto degli accessi ai sistemi informatici degli enti anche dopo le dimissioni e nel corso dell’assenza per malattia. Operazioni sulla cui natura sono in corso ulteriori accertamenti. Da ieri pomeriggio è in carcere Luca Galeotti, teramano, l’ex dipendente dell’Unione Comuni della Laga, che per la Procura avrebbe sottratto circa 800mila euro dalle casse dell’ente di cui era responsabile finanziario. L’accusa ipotizzata nei suoi confronti, e tutta da dimostrare nel corso del procedimento, è quella di peculato. L’ordinanza di custodia cautelare è del giudice Roberto Veneziano davanti al quale nelle scorse settimane – dopo la richiesta d’arresto della Procura – si è svolto l’interrogatorio preventivo così come previsto dalla riforma Nordio.

Nel corso dell’interrogatorio l’uomo (assistito dall’avvocato Eugenio Galassi) ha ammesso le sue responsabilità raccontando di aver sottratto delle somme dalle casse dell’Unione dei Comuni della Laga ma ha contestato gli importi ipotizzati dalla Procura che lo accusa di aver usato vari stratagemmi contabili come gonfiarsi lo stipendio e falsificare mandati di pagamento i cui importi sarebbero finiti sui suoi conti correnti, accumulando circa 800 euro in pochi anni. Secondo l’indagato, così si è espresso davanti al giudice, gli importi sottratti sarebbero più bassi. Sempre nel corso dell’interrogatorio l’ex dipendente ha giustificato il perché del comportamento con problemi e difficoltà economiche che lo avrebbero spinto a muoversi in quel modo.

Galeotti a maggio si è dimesso dall’Unione dei Comuni della Laga. Gli è stato revocato anche l’incarico professionale dal Comune di Campli dove non lavora da qualche tempo per motivi di salute certificati e si è dimesso dal Comune di Pietracamela. L’inchiesta del pm Stefano Giovagnoni, con indagini delegate al nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Teramo, è scattata dopo l’esposto presentato dall’Unione Comuni della Laga, un ente che riunisce i Comuni di Campli, Cortino, Rocca, Torricella Sicura e Valle Castellana, che è parte lesa rappresentato dall’avvocato Gabriele Rapali. L’iniziale accusa di truffa si è trasformata in peculato e dopo l’iscrizione del dipendente nel registro degli indagati l’inchiesta si è mossa in una direzione ben precisa su coordinate tracciate dalle prime indicazioni dei consulenti tecnici della Procura che hanno quantificato ammanchi per circa 800mila euro.

Somma per cui è scattato il sequestro preventivo disposto dal giudice su un immobile di proprietà dell’uomo. Galeotti è stato anche responsabile dei servizi finanziari del Comune di Campli: incarico che gli è stato revocato ed ente dal quale attualmente risulta essere in malattia. Proprio nella sua veste di responsabile finanziario è stato sentito come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta che lo stesso pm Giovagnoni ha aperto sui conti del Comune di Campli. Inchiesta, quest’ultima, che è al momento è contro ignoti.

©RIPRODUZIONE RISERVATA