Ex discarica, Di Stefano accusa

6 Dicembre 2014

«La Torre l’abbiamo bonificata, se Tancredi trova i soldi sono per la chiusura definitiva del sito»

TERAMO. Discarica la Torre, l’emergenza ambientale è stata arginata ed eventuali fondi ministeriali non andrebbero a finanziare la bonifica del sito, ma la chiusura. Così l’assessore comunale all’ambiente Rudy Di Stefano ha puntualizzato quanto fatto finora dall’amministrazione per il sito di Poggio San Vittorino dopo che il deputato del Nuovo Centrodestra Paolo Tancredi ha annunciato di aver chiesto al governo l’impegno, nella legge di bilancio, di una somma di tre milioni e mezzo di euro per la discarica. Di Stefano ripercorre le tappe degli interventi effettuati per smentire in parte quanto dichiarato da Tancredi in relazione al fatto che tutti i lavori e le somme spese finora non avrebbero affatto migliorato la situazione, ma addirittura l’avrebbero peggiorata.

«Eventuali fondi ministeriali destinati alla discarica per noi rappresenterebbero una boccata di ossigeno e di questo ringrazio l’onorevole», dichiara Di Stefano, «ma questi non andrebbero a finanziare la bonifica di La Torre, bensì la definitiva chiusura. Dettaglio non di poco conto in quanto, grazie a tutte le azioni messe in campo dall’ufficio ambiente del Comune di Teramo, a partire dal mio insediamento nel corso del primo mandato (cioè nel 2009, ndc) è stata già resa possibile l’uscita dallo stato di emergenza e la dichiarazione di “sito non inquinato” conducendo al dissequestro della discarica».

Di Stefano tiene a sottolineare che la discarica che «ha ereditato» era sotto sequestro a seguito del disastroso crollo del 2006, inquinata e commissariata. «Quanto menzionato è stato realizzato con lo stanziamento di fondi nel bilancio comunale, grazie ad un mutuo previsto per l’ampliamento della discarica che l’amministrazione di centrodestra ha devoluto per la messa in sicurezza della stessa e per la manutenzione costantemente effettuata, riportando la discarica ad una gestione post-mortem, con conseguente sensibile riduzione anche dei costi relativi allo smaltimento del percolato rispetto a quelli ereditati. Tutto ciò a dimostrazione di come gli interventi effettuati siano stati risolutivi e non hanno certo “complicato la situazione”, a differenza di quanto affermato dallo stesso Tancredi».

Per l’assessore comunale l’unico reale problema è il mancato accantonamento dei fondi necessari per la cosiddetta caratterizzazione del sito. «Accantonamento che va eseguito quando la discarica è in funzione, e quindi in grado di produrre reddito», dice Di Stefano, «invece, all’epoca in cui la discarica era in attività, si è pensato di spendere quei soldi diversamente e rimandare il problema a chi oggi è rimasto con il cerino in mano». Di Stefano accusa in particolare le giunte di centrosinistra dell’era Sperandio, che avrebbero utilizzato le somme per la realizzazione «di tante cattedrali nel deserto in alcune frazioni cittadine». Una puntualizzazione questa che Di Stefano rivolge al Pd, invitato a evitare dichiarazioni-autogol: «I consiglieri che oggi accusano dovrebbero avere contezza di chi ha condannato i cittadini teramani ad anni ed anni di soldi buttati in discarica».

Marianna De Troia

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