Ex internato di Sant’Egidio va da Mattarella

Anastasi, 92 anni, fu prigioniero dei tedeschi dal ’43 al ’45: riceve la medaglia d’onore
SANT’EGIDIO. Giovanni Anastasi, di Sant’Egidio alla Vibrata, ha ricevuto ieri al Quirinale, dal presidente Sergio Mattarella, la medaglia d’onore riservata ai cittadini italiani, militari e civili, deportati ed internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra nell’ultimo conflitto mondiale. Arruolato il 16 agosto 1943, all’età di 19 anni, fu prigioniero dei tedeschi dal 9 settembre 1943 al 4 maggio 1945, quando fu liberato dalle forze alleate (il 3 luglio tornò nel suo paese). Fatto prigioniero a Rivoli Torinese fu trasferito a Mantova, da lì a Norimberga e poi a Schweinfurt dove fu destinato al lavoro coatto nella Rotax. Il lavoro nell’azienda tedesca era scandito da orari strazianti e condizioni di vita disumane, il filo spinato lo isolava dal resto del mondo. Dopo il bombardamento da parte dell’aeronautica inglese a Schweinfurt l’azienda fu trasferita a Wels, in Austria, dove Giovanni continuò a lavorare fino al 4 maggio 1945 quando fu liberato. Nonostante i 92 anni sulle spalle, ricorda ancora con lucida memoria l’atrocità di quegli anni che hanno segnato per sempre la sua vita. Indelebile rimane nei suoi ricordi la sofferenza vissuta e condivisa con i compagni, tanti dei quali persero la vita nel bombardamento di Schweinfurt. «La guerra ti toglie tutto», racconta Giovanni ripercorrendo i giorni della prigionia, «ho sofferto la fame, la sete, il freddo e la lontananza dagli affetti più cari; ho vissuto lo strazio per i compagni fucilati e ho avuto paura per la mia vita. Sono emozionato per questo riconoscimento ed onorato di essere ricevuto dal presidente Mattarella. La guerra è una vergogna per l’uomo, lo ripeto da sempre ai miei figli e ai miei nipoti, e non potevo avere occasione più importante per testimoniarlo». Anastasi è nato a Faraone di Sant’Egidio il 17 giugno 1924. Attualmente vive a Villa Mattoni con la moglie. Ha cinque figli e 12 nipoti.
Intanto ieri, in occasione della ricorrenza del Giorno della memoria, il prefetto Graziella Patrizi, ha consegnato le medaglie d’onore “in memoria” ai familiari di Flaviano Giosia di Bellante e Gabriele Ruggieri di Atri, deportati in Germania dal settembre 1943 al giugno 1945.
Anche Pineto ha celebrato la Giornata della memoria. Ieri le terze medie dell’istituto comprensivo “Giovanni XXIII” hanno assistito alla proiezione del film “Il bambino con il pigiama a righe”, organizzata dal Comune. Il sindaco Robert Verrocchio ha inoltre voluto scrivere una lettera ad ognuno dei 150 ragazzi presenti, per sensibilizzarli sul tema della tolleranza, e ha donato ad ogni classe un libro sul tema della Shoah.
Alex De Palo
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