Ex Lsu pignorano 100mila euro al Comune

Nereto, è l’effetto di una sentenza che riconosce a due operai il lavoro subordinato nell’ente
NERETO. A giugno erano arrivate le prime due sentenze del giudice del lavoro di Teramo, Massimo Biscardi, che aveva riconosciuto a due ex lavoratori Lsu non stabilizzati del Comune di Nereto il lavoro subordinato. A ciascuno dei due operai il Comune deve 50mila euro circa di arretrati, oltre a previdenza ed assistenza non versata e le spese legali.
Ora, l’avvocato dei due ricorrenti, Stefano Pierantozzi del foro di Ascoli passa al contrattacco: ha proceduto al pignoramento presso terzi delle somme riconosciute ai suoi due assistiti. In pratica, ha depositato gli atti in tribunale con i quali pignora fondi alla tesoreria comunale per la somma disposta in sentenza, circa 100mila euro complessivi. Tutta da vedere la piega che prenderà l’azione. Infatti, intanto, bisognerà valutare l’esecutività della procedura e anche verificare quali somme l’amministrazione comunale ha ritenuto, con delibera, di rendere impignorabili. Non è detto, infatti, che si debba ricorrere anche contro l’atto deliberativo qualora questo precluda il diritto dei due ex Lsu ad ottenere il ristoro economico dovuto. Va ricordato che il Comune di Nereto ha proposto appello contro la sentenza del giudice ritenendo errato il calcolo delle somme dovute.
Secondo il Comune, ai due ex lavoratori socialmente utili è stato riconosciuto un profilo economico superiore (B7) rispetto a quello con cui hanno prestato servizio (B1). Per cui l’ente chiede in appello di cancellare la somma eccedente. Biscardi, nella sentenza di primo grado, non aveva riconosciuto la stabilizzazione per cui gli ex operai sono comunque fuori. Ma i ricorrenti hanno dimostrato di essere stati lavoratori subordinati. Nel frattempo stanno andando a sentenza tutte le altre cause simili. Alex De Palo
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