Ex manicomio, a giugno via all’appalto

Nei piani della Regione anche lo spostamento della centrale alla Cona e la chiusura della discarica
TERAMO. Non c'è solo la funivia nei piani della Regione. La partecipazione alla seduta delle commissioni, che hanno analizzato il contestato progetto da discutere oggi nel consiglio comunale convocato per le 16, ha offerto lo spunto al governatore Luciano D'Alfonso di annunciare altri interventi strategici per la città.
A cominciare dal recupero dell'ex manicomio. «Entro giungo partirà l'appalto», spiega il presidente, «manca il parere della sovrintendenza ma sono fiducioso: ora lì sono arrivate persone che vogliono dire sì, mentre prima c'erano quelli che studiavano le pergamene ebraiche». Anche questo progetto è inserito nel Masterplan con un finanziamento da ben 35 milioni di euro di cui sei mezzo pronti per l'anno ormai alle porte.
D'Alfonso, però, cita altri due interventi su cui garantisce il proprio impegno. Si tratta dello spostamento della centrale elettrica della Cona e della bonifica dell'ex discarica di contrada La Torre.
Sul primo il presidente, che l'estate scorsa è stato protagonista di un convegno dedicato all’argomento dal comitato di quartiere, annuncia una copertura economica individuabile al di fuori del Masterplan. Lo stesso discorso vale per l'ex discarica franata e chiusa oltre dieci anni fa e che ancora attende lavori di messa in sicurezza definitiva. Il governatore parla, inoltre, dell'ex Parco della scienza «da riconnettere al contesto urbano», del tribunale che sia «degno di questo nome per spazi e accessibilità» e della valorizzazione dell'osservatorio astronomico.
«Si farà tutto quello che serve alla città», osserva, «mandatemi un dossier che dia concretezza a ognuno di questi bisogni». L'importante è che dal Comune arrivino «semilavorati», termine con cui D'Alfonso intende studi di fattibilità e proposte su cui impostare e finanziare i progetti. Il governatore chiede ai consiglieri «un approccio laico» alle questioni tra cui inserisce anche l'edilizia scolastica. I progetti su questo fronte saranno finanziati con il piano "Casa Italia" del governo e Teramo sarà destinataria privilegiata delle risorse insieme a Sulmona e Pratola Peligna. «Ci sono sette miliardi di euro», osserva il governatore, «mi batterò, non come clamante nel deserto, per fare arrivare qui una cospicua dotazione finanziaria: sono credibile perché vi ho già portato tanti soldi».
A sollecitare D’Alfonso sul tema della sicurezza delle scuole e Maria Rita Santone (Teramo cambia) che gli chiede d’incontrare il comitato delle mamme impegnate su questo fronte. «Lo farò», promette il presidente, «perché loro sanno come far funzionare i sensi unici e fanno vincere». (g.d.m.)
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