Ex manicomio, bando di gara in autunno

Si attende l’ok della Corte dei conti, poi il nuovo rettore Corsi darà il via alle procedure d’appalto: nel 2025 i lavori
TERAMO. Che fine ha fatto il progetto noto come Cittadella della cultura, ovvero la riqualificazione dell’ex manicomio di Porta Melatina, l’enorme struttura in centro storico destinata a ospitare parte dell’università cittadina ma anche spazi culturali aperti a tutti? Il primo lotto dell’opera, per il quale è in arrivo la certificazione della Corte dei conti, dovrebbe andare in gara a novembre, appena s’insedierà il nuovo rettore Christian Corsi. Il bando di gara è pronto. Una volta firmato da Corsi, dalla sua pubblicazione all’affidamento dei lavori dovrebbero passare cinque-sei mesi e quindi, salvo intoppi, il cantiere partirebbe a metà 2025. La durata dei lavori, secondo cronoprogramma, è di due anni e mezzo.
Alle polemiche che hanno preceduto le elezioni regionali, riguardanti l’entità del finanziamento stanziato dalla Regione, sono seguiti lunghi mesi di silenzio. In questo periodo l’Università di Teramo, soggetto attuatore dell’intervento, ha realizzato il cosiddetto stralcio funzionale, cioè ha rimodulato il progetto adeguandolo ai fondi a disposizione, che ammontano a 20 milioni sulla base di un accordo tra lo stesso ateneo e il presidente della Regione Marco Marsilio. Con questi 20 milioni si potrà realizzare un blocco e mezzo dei tre che secondo il progetto iniziale dovevano costituire il primo lotto, teoricamente finanziato con i famosi 35 milioni del Masterplan poi dirottati sull’emergenza Covid. Lo stralcio funzionale consentirà di realizzare aule, studi e laboratori al servizio del Dams (discipline arti musica spettacolo), la branca del dipartimento di Scienze della comunicazione che si trasferirà nell’ex manicomio. Non si riuscirà, al momento, a realizzare l’auditorium previsto dal progetto iniziale in quella che fu la chiesa del complesso manicomiale.
Il vero nodo, per la futura Cittadella della cultura, è il reperimento di ulteriori fondi: il progetto, nella sua interezza, sviluppa infatti circa 60 milioni. Il neo rettore Corsi, che da anni segue l’iter dell’opera come delegato e che continuerà a seguirlo anche dopo che sarà subentrato a Dino Mastrocola, si sta muovendo da mesi a 360 gradi. La cattiva notizia è che al momento non ci sono certezze sl reperimento di nuove risorse. La buona notizia è che, se fondi in più verranno trovati, l’Università – avendo in mano un progetto già validato – potrà andare “in progress” a completare il primo lotto, senza dover bandire una nuova gara d’appalto.
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