Ex manicomio, D’Alberto accusa: dalla Regione fondi insufficienti

Il sindaco replica all’annuncio di Marsilio sullo stanziamento delle risorse per la riqualificazione: «Tanto trionfalismo, ma mancano ancora dieci milioni: i soldi promessi non bastano per l’appalto»
TERAMO . «Progetto rifinanziato dopo una lunga attesa con continui ed insistenti solleciti, ma fondi insufficienti e che non permetteranno di procedere con l’appalto». Così il sindaco Gianguido D’Alberto giudica lo stanziamento annunciato dalla Regione per il recupero dell'ex manicomio. Il governatore Marco Marsilio ha assicurato l’arrivo delle risorse in occasione della firma all’Aquila dell’accordo con la premier Giorgia Meloni sulla ripartizione del fondo di coesione e sviluppo.
All'interno di questo pacchetto da oltre un miliardo di euro sono state inserite le risorse per la Cittadella della cultura da allestire riqualificando l’ex psichiatrico. L’annuncio «carico di entusiasmo» non convince affatto D'Alberto. «Si tratta di una restituzione di risorse frutto di una battaglia condotta dalla città di Teramo insieme a tutta la comunità e alle istituzioni del territorio che, purtroppo, oltre a non meritare alcun entusiasmo, in quanto il finanziamento è stato individuato su un canale già dedicato ai territori, sottraendo risorse ad ulteriori interventi, pone anche tutta una serie di questioni rispetto le quali pretendiamo che la Regione faccia immediata chiarezza. Dagli atti approvati dalla giunta regionale, infatti, emerge che l’importo previsto sui fondi di coesione per la Cittadella della cultura è di 20 milioni euro, a fronte dei circa 30 milioni inizialmente stanziati con il Masterplan del 2016 dal precedente governo regionale» dichiara il sindaco, «non solo dunque, a leggere gli atti, non sono state stanziate ulteriori risorse, assolutamente necessarie anche a fronte dell’aumento dei costi che si è registrato negli ultimi anni, ma non sono state restituite nemmeno quelle originariamente previste e distolte per l'emergenza Covid», incalza D’Alberto che parla di «un vulnus enorme che rischia di impedire all’università di Teramo (soggetto attuatore del progetto di riqualificazione ndc) di realizzare un’opera strategica per il futuro della nostra città. Sconcerta che questo governo regionale riesca a ostentare tanto entusiasmo per un mero gioco delle tre carte che sottrae risorse a interventi importanti per rifinanziare solo in parte un’opera strategica per il futuro del nostro territorio. Pretendiamo», conclude il sindaco, «che sia restituito a Teramo ciò che a Teramo spetta e ci aspettiamo che il governo regionale risponda con i fatti alle questioni da noi sollevate».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

