Ex manicomio, D’Alfonso sfida Marsilio

18 Febbraio 2024

«Sui finanziamenti incompleti per far partire la riqualificazione sono pronto a un confronto pubblico»

TERAMO. La polemica pre-elezioni regionali sui fondi per il recupero dell’ex manicomio continua implacabile. Il deputato del Pd ed ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso sfida a un confronto pubblico sull’argomento il suo successore in corsa per il mandato bis Marco Marsilio, accusandolo così in una lettera aperta: «Sull’ex manicomio lei continua a raccontare bugie». A replicargli subito è la numero uno provinciale di Fratelli d’Italia e candidata a consigliera regionale Marilena Rossi, che parla di «polemica costruita ad arte per creare un polverone».
D’Alfonso nella sua lettera aperta rivendica di aver finanziato la riqualificazione dell’ex manicomio «con 35 milioni di euro contenuti nel Masterplan approvato nel maggio 2016» e sostiene: «A febbraio del 2019 il centrodestra va al governo della Regione Abruzzo. Il progetto non solo viene bloccato, ma è addirittura definanziato per spostare risorse sull’emergenza Covid. Con la firma dell’accordo sui Fondi di sviluppo e coesione del 7 febbraio scorso, la Regione targata centrodestra ripristina soltanto una parte di quelle risorse: 20 milioni. Dunque ne mancano ancora 15 per pareggiare lo stanziamento iniziale. Il sindaco di Teramo giustamente protesta e chiede il reintegro totale del finanziamento». D’Alfonso imputa a Marsilio di aver scaricato la colpa del taglio dei fondi sull’università e di aver dichiarato: “Non è vero che mancano i fondi, il rifinanziamento è completo” per poi specificare: “Con 20 milioni si ristrutturano almeno 4 edifici all’interno del complesso e si faranno con priorità quelli di maggior interesse per l’università”. «Quest’ultima frase», conclude D’Alfonso, «rivela una contraddizione: se con i 20 milioni si riqualificano “almeno quattro edifici all’interno del complesso” significa che per gli altri edifici dovranno essere trovate altre risorse. E allora cade l’assunto “il rifinanziamento è completo”».
Marilena Rossi replica ribadendo alcuni concetti già espressi da Marsilio: «L'opera è stata definanziata dal Governo giallorosso all'epoca del Covid e la Regione Abruzzo nessun obbligo aveva più, già a quell'epoca, per la riqualificazione e il recupero dell'ex ospedale psichiatrico. Nonostante ciò questa Regione, con questo presidente, su richiesta dell'Università di Teramo, che continua ad essere il soggetto attuatore dell'opera (o meglio, dovrebbe esserlo), è riuscita a fare ottenere di nuovo non già i 27,9 milioni di euro ritirati, ma ben 38 milioni di euro. Questa cifra è stata concessa perché l’Università di Teramo ha voluto anche finanziare di nuovo il Polo agrobioveterinario e ha deciso che per i l Polo sono necessari 18 milioni di euro, destinando i rimanenti 20 all'ex ospedale psichiatrico. Anche volendo tirare dentro in tutti i modi la Regione Abruzzo e il presidente, tutti capiscono che non sono fatti di cui si possa attribuire la responsabilità a nessun altro», conclude Rossi, «che non sia lo stesso ateneo».