Ex manicomio, Gatti a D’Alberto: «Non è vero che mancano fondi»

Il candidato di Fratelli d’Italia replica al sindaco: «Il rifinanziamento dell’opera con 20 milioni è stato definito con l’Università tenendo conto delle nuove regole contenute del Decreto Sud»
TERAMO. Non è vero che mancano quasi dieci milioni, il rifinanziamento da parte della Regione dell’opera di riqualificazione dell’ex manicomio di Porta Melatina è completo e permetterà l’avvio della gara d’appalto. È questa, in sintesi, la replica alle accuse del sindaco Gianguido D’Alberto che il centrodestra cittadino e regionale affida a una nota di Paolo Gatti, candidato alle regionali per Fratelli d’Italia nonché leader di Futuro In, principale gruppo di opposizione in Comune.
Gatti innanzitutto ricorda che l’accordo che nel 2020 si è reso necessario per evitare il definanziamento dell’intervento da parte del Governo e consentire il recupero dei fondi per fronteggiare la pandemia «prevedeva il rifinanziamento del progetto per 27,9 milioni di euro. L'accordo per lo Sviluppo e la Coesione stipulato il 7 febbraio scorso con il Governo rappresenta lo strumento per assicurare tale realizzazione attraverso lo stanziamento di idonee risorse finanziarie; le risorse – pari a 20 milioni – sono state definite sulla base di un progetto esecutivo e cronoprogramma procedurale e finanziario redatti dal soggetto attuatore (Università) tenuto conto delle nuove regole del Fsc contenute nel Decreto legge Sud, in primis quelle del definanziamento, nonché del fatto che le economie di progetto (il ribasso d’asta post gara, ndr) verranno mantenute in capo al beneficiario fino a completa realizzazione dell'opera, e infine con scheda tecnica coerente alle indicazioni contenute nella piattaforma Invitalia. Non saranno quindi sottratte risorse al beneficiario come accaduto invece durante il precedente governo regionale che stabilì l'immediata riattribuzione alla Regione delle economie post gara».
Secondo Gatti, dunque, «la Regione è andata ben oltre rispetto all’impegno assunto e in accordo con il soggetto attuatore ha rifinanziato un altro progetto strategico dell'Università di Teramo che la giunta regionale nel dicembre 2022 è stata costretta a definanziare per evitare nuovamente il taglio del governo centrale: trattasi del progetto "Polo agrobioveterinario", progetto strategico e di forte interesse europeo, che beneficerà di 18 milioni. Anche in tal caso la somma è stata definita dal soggetto attuatore tenendo presenti i nuovi indicatori del Dl Sud e i criteri della piattaforma Invitalia. Quindi, nessuno scippo di risorse per la città di Teramo e nessun impegno non rispettato».
Gatti invita il sindaco di Teramo «a lasciare da parte polemiche elettorali strumentali e a leggere attentamente i contenuti dell'accordo» che, conclude citando anche i tre milioni stanziati per il sito archeologico di Sant’Anna, porterà in città oltre 40 milioni.(d.v.)

