Ex manicomio, gli architetti contestano il bando dell’ateneo

4 Luglio 2018

TERAMO. Gli Ordini degli architetti di Abruzzo e Molise contestano il bando per il recupero dell’ex manicomio che nei programmi dell’università teramana dovrebbe diventare una Cittadella della...

TERAMO. Gli Ordini degli architetti di Abruzzo e Molise contestano il bando per il recupero dell’ex manicomio che nei programmi dell’università teramana dovrebbe diventare una Cittadella della cultura. In una nota inviata all'ateneo i professionisti hanno evidenziato una serie di criticità rilevate nel bando per il concorso. In particolare chiedono un'equa retribuzione della fase del concorso di idee e una maggiore partecipazione.
E per quest’ultimo aspetto fanno riferimento ad una recente delibera dell’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione. «Va sottolineato che l’Anac con la delibera numero 138 del 21/02/2018», scrivono, «ha chiaramente evidenziato che, in caso di concorsi di progettazione o di idee, i requisiti di qualificazione devono consentire l’accesso ai piccoli e medi operatori economici dell’area tecnica e ai giovani professionisti e la procedura concorsuale in oggetto non facilita tale partecipazione».
Gli Ordini degli architetti pur sottolineando «la strategicità dell’opera in questione che punta alla riqualificazione di una importante parte di città, recuperando un patrimonio immobiliare di alta rilevanza storica e culturale, e alla dotazione di servizi non limitati all’ambito universitario, e dato atto della correttezza formale della procedura» evidenziano delle criticità. Così scrivono nella nota: «Si evidenzia che la scadenza temporale, fissata per il giorno 27 agosto, unita alla imponente mole di elaborati richiesti, pone non poche difficoltà organizzative per i professionisti partecipanti, facendo coincidere buona parte dell’arco temporale assegnato con il periodo canonico di ferie (agosto); gli elaborati richiesti, in particolare quelli grafici, appaiono di livello pari o superiore a quelli richiesti per il progetto di fattibilità tecnica ed economica (in particolare gli elaborati grafici in scala 1:100 o superiore) in contrasto con quanto previsto dal comma 3, articolo 156, decreto legislativo 50/2016 nel testo vigente».
Per quanto riguarda la retribuzione così si legge nella nota: «La retribuzione prevista, consistente nella pubblicazione dei progetti “su una prestigiosa pubblicazione che sarà curata dall’università degli studi di Teramo ed inviata alle più prestigiose istituzioni museali ed accademiche del mondo”, del valore stimato (senza che si indichino i parametri e gli elementi di tale stima)di euro 100.000,00, non appare congrua, come invece previsto dai commi 1 e 4 del citato articolo 156 del codice degli appalti. Come anche sottolineato dal consiglio nazionale degli architetti che ha predisposto un’apposita guida l’impegno dei progettisti deve essere adeguatamente riconosciuto».
Secondo i professionisti «la presenza dei progetti su una pubblicazione sul cui prestigio gli Ordini non vogliono sindacare (ma sarebbe interessante capire come e da chi è stato stabilito), non costituirà certo un incentivo né per i professionisti e gli studi professionali affermati, in quanto non bisognosi di pubblicità internazionale, né tantomeno per i professionisti e gli studi meno “famosi”, che non vedrebbero riconosciuto lo sforzo economico sostenuto per la partecipazione al concorso».
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