Ex manicomio, la polemica continua

7 Agosto 2021

D’Alessandro e Mariani contro Regione e Università: «Ritardi patologici sulla grande opera»

TERAMO. «Dalla Regione Abruzzo e dall’Università di Teramo patologici ritardi sul recupero dell’ex manicomio»: così il deputato di Italia Viva Camillo D'Alessandro e il consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani tornano sul tema della grande opera dell’ateneo - la realizzazione dell’ambiziosa cittadella della cultura nell’antico ospedale psichiatrico - e sui 27,9 milioni di euro che la Regione ha spostato dal finanziamento Masterplan per il progetto verso la gestione dell’emergenza Covid.
D’Alessandro e Mariani, che nei giorni scorsi hanno parlato di «scippo dei fondi», replicano all’assessore regionale Pietro Quaresimale secondo il quale le somme torneranno presto, non appena ci sarà il progetto esecutivo per l’opera su cui è al lavoro l’Università: «È imbarazzante, quando abbiamo cacciato fuori le carte Quaresimale e la maggioranza in Regione non sapevano neanche del mancato rifinanziamento dell'ex manicomio. Ricordiamo che la risposta per iscritto della ministra per il Sud è chiara: la Regione ha presentato 221 richieste di finanziamento, solo 3 erano della vecchia programmazione, 218 sono nuovi progettini, per ora è fuori l’opera di Teramo». Quindi ancora: «La città non ha bisogno di pacche sulla spalla, ma di date. Esattamente quando accadrà che una risorsa finanziaria messa a disposizione dal governo D'Alfonso diventerà un cantiere? Dopo due anni in Regione Quaresimale e il centrodestra non solo non hanno portato un euro aggiuntivo, ma non sono stati neanche in grado di produrre un pezzo un progetto. Siamo davanti a inerzia politica e amministrativa della giunta Marsilio, ma anche dell'Università».
Quindi D’Alessandro al preside di Scienze della comunicazione e delegato all’opera Christian Corsi: «Il preside di facoltà non può limitarsi a rassicurare. L’ateneo, da stazione appaltante, dopo anni non è riuscita ad avere un progetto cantierabile. Vogliamo sapere se ha una convenzione e se l’ha rispettata».
Le conclusioni: «Noi non ci fermiamo e vogliano capire come sia stato possibile tutto questo. Fino a quando i soldi non verranno restituiti, siamo davanti a uno scippo. Almeno tacere fino all'inizio dei lavori, se mai ci saranno».(l.t.)
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