Ex manicomio, sit-in per i fondi: «Servono 15 milioni sul progetto»

Manifestazione con striscioni e cartelli davanti al complesso da recuperare in piazzale San Francesco D’Alberto: iniziativa a difesa della città, continueremo a batterci per le risorse anche dopo le Regionali
TERAMO. «Marsilio fuori il malloppo: ridacci 15 milioni di euro mancanti». È uno degli slogan che ieri mattina è stato messo in bella mostra dai manifestanti riunitisi davanti all’ex manicomio di Teramo per chiedere il finanziamento totale del progetto di recupero della struttura destinata, sulla carta, a diventare Cittadella della cultura. L’iniziativa ha visto la partecipazione di cittadini, rappresentanti delle istituzioni, associazioni, esponenti della società civile e candidati del centrosinistra alle elezioni regionali. Tutti compatti nel chiedere lo stanziamento di fondi a favore del progetto dell’ex manicomio, finanziato inizialmente dal Masterplan all’epoca della giunta regionale di Luciano D'Alfonso, poi definanziato per esigenze legate al Covid ed ora parzialmente rifinanziato. Poche settimane fa il presidente Marco Marsilio, in occasione della firma dell'accordo per i Fondi di sviluppo e coesione (Fsc) con la premier Giorgia Meloni, aveva annunciato che all’interno del pacchetto di risorse (oltre un miliardo di euro) era prevista una quota per la Cittadella della cultura: 20 milioni di euro, a fronte dei 35 necessari per l’intero progetto di recupero.
Da quel momento il botta e risposta fra centrodestra e centrosinistra tiene banco nella campagna elettorale in città per la Regione ed è sfociato nella manifestazione di ieri. Con cartelli, striscioni e megafoni è stato chiesto a Marsilio di restituire al capoluogo «ciò che gli spetta, perché la Cittadella della cultura rappresenta un’opera strategica per il territorio e per le future generazioni: continueremo a combattere perché questo progetto vada in porto al di là di ciò che accadrà il 10 marzo» ha detto il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, riferendosi all’appuntamento elettorale di domenica prossima e specificando la natura dell’iniziativa. «Si tratta di una manifestazione civica e istituzionale a difesa della nostra città che per coincidenza è legata alle elezioni perché non ho scelto io di inserire il manicomio in prossimità della scadenza elettorale, non ho scelto io il campo e i tempi di gioco. Ma è stato qualcun altro che ha approfittato del Fsc per fare campagna elettorale sul territorio», ha detto al megafono il primo cittadino. A manifestare accanto a D’Alberto anche assessori, consiglieri comunali e provinciali, nonché D’Alfonso, oggi deputato, che ha accusato la Regione, oltre che della mancata copertura finanziaria per la Cittadella della cultura anche di disinteresse tecnico-amministrativo nei confronti del progetto dell’università di Teramo che è soggetto attuatore.
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