Ex Monti, chieste condanne per 11 anni

Roseto, nel processo per abuso edilizio ci sono sette imputati tra privati e dipendenti comunali. Chiesta anche la confisca
ROSETO. E’ una ricostruzione meticolosa e, soprattutto, tecnica quella che il pm Silvia Scamurra inanella in oltre un’ora e mezzo di requisitoria chiedendo complessivamente quasi undici anni di condanne per sei dei sette imputati, tra privati e dipendenti comunali, nel processo ex Monti.
La vicenda finita davanti ai giudici riguarda un presunto abuso edilizio relativo al Prusst (programma di riqualificazione urbana) all'interno del quale, secondo la pubblica accusa, sarebbero state realizzate tre palazzine con una serie di volumetrie in eccesso rispetto al progetto approvato. A far partire le indagini, nel 2007, fu una denuncia dell'imprenditore Alberto Rapagnà (costituitosi parte civile) con il fascicolo passato per due richieste di archiviazione, entrambe rigettate dal gip, fino alla riapertura delle indagini e al successivo rinvio a giudizio di sette imputati che, a vario titolo, devono rispondere di reati che vanno dall'abuso edilizio all'abuso d'ufficio al falso. Il progetto si chiamava “La città lineare della costa” e prevedeva la realizzazione nell’area dell’ex azienda di abbigliamento Monti di tutta una serie di opere: opere che, secondo l’accusa, sarebbero state realizzate in difformità dalle autorizzazioni.
In particolare, sempre secondo l’accusa, ciò sarebbe avvenuto in particolare nella realizzazione di tre palazzine con tutta una serie di volumetrie in eccesso rispetto al progetto approvato. Accuse che, in questi anni, chi ha realizzato l’opera ha sempre rigettato. Il pm Scamurra, che ha chiesto la confisca del materiale attualmente ancora sotto sequestro, ha ripercorso le fasi di tutta la complessa vicenda sostenendo come le sue consulenze tecniche abbiamo messo in evidenza una serie di atti illeciti nella realizzazione delle palazzine. La pubblica accusa ha contestato non solo varie ipotesi di abuso edilizio (alcune delle quali ora prescritte, così come sottolineato nella requisitoria), ma anche quelle di lottizzazione abusiva. Queste le richieste di condanna fatte dal pm che ha chiesto l’assoluzione solo per Paolo De Gregorio, l’acquirente di uno degli appartamenti finiti nel procedimento giudiziario: due anni per il costruttore Giovanni Lucidi; un anno e otto mesi per il progettista Tito Rocci; un anno e sei mesi per il tecnico progettista Mauro Torzolini; due anni per l’allora dirigente comunale di urbanistica e lavori pubblici Lorenzo Patacchini (attualmente dirigente dei settori urbanistica e servizi sociali); un anno e nove mesi per il tecnico comunale Mario Di Nicola e un anno e sei mesi per il tecnico comunale Miranda Saponaro. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Guglielmo Marconi, Tommaso Navarra, Gennaro Lettieri, Vincenzo Cafforio. Rapagnà, ammesso come parte civile, è rappresentato dall’avvocato Andrea Di Lisio, mentre il Comune di Roseto citato come responsabile civile dall’avvocato Alessandro Ragionieri. Il 19 ottobre si torna davanti al collegio dei giudici presieduto da Giovanni Spinosa con le arringhe difensive. (d.p.)
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