Ex ospedaletto, il destino è un rebus

Vertice in municipio: l’edificio lesionato è vincolato e non si può abbattere, si studierà un progetto per conservarlo in parte
TERAMO. Ex ospedaletto: una situazione di impasse. Così la definisce Roberto Fagnano, direttore generale della Asl, che ieri ha partecipato al tavolo di lavoro convocato dal sindaco Maurizio Brucchi, per affrontare la questione dell’immobile che sta crollando a Porta Romana. All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco, all’assessore ai lavori pubbici Franco Fracassa e a Fagnano anche il direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione, Marcello D’Alberto; il responsabile del Genio civile di Teramo, Giancarlo Misantoni; un funzionario dell`Anas, e un funzionario delegato dalla Soprintendenza.
La riunione sono emersi alcuni punti fermi. In primis a struttura, già fatiscente, è stata ulteriormente e irrimediabilmente deteriorata dagli eventi sismici e meteorologici dei mesi passati. Inoltre il suo recupero totale è nei fatti improponibile: le gallerie del Lotto zero sono a soli 5 metri dalle fondamenta, in più le prescrizioni connesse alla realizzazione di strutture sanitarie, impongono standard non più realizzabili con un immobile così concepito. Inoltre c’è l’esistenza di un vincolo della Sovrintendenza che da presuntivo (connaturato a edifici pubblici con più di 50 anni) nel 2008 è passato a storico .
I costi dell’operazione di recupero e riqualificazione potrebbero essere particolarmente elevati. «Non credo si possano usare somme del fondo sanitario», ha dichiarato Fagnano, «per un edificio che a noi non serve e che avrebbe una valenza solo culturale. Inoltre per noi ora comporta spese continue. L’appalto precedente, ora revocato (rientra nell’inchiesta Castrum, ndr) era di 400mila euro. Ora ne abbiamo fatto un altro solo per i lavori più immediati di messa in sicurezza».
«L’insieme di questi fattori, rende l’intera operazione particolarmente complessa e impone una concertazione di intenti tra le parti in causa»,si legge in una nota del Comune, «concertazione che è stata pienamente raggiunta nel corso del tavolo e che ha portato ad una prima decisione. Sarà predisposto un progetto che prevede il risanamento dell’intera area, con la salvaguardia del valore storico-testimoniale di alcune sue parti e l’abbattimento di quelle di minor rilevanza. Tale progetto verrà predisposto in totale sintonia tra le parti intervenute, e si arricchirà del contributo che ciascuna istituzione, per le proprie competenze, potrà apportare». Brucchi incontrerà nelle prossime settimane i responsabili regionali ed anche nazionali di enti ed istituzioni con cui interagire e sottolinea «che il recupero di un’area ora così compromessa, va ad inserirsi in un più articolato e generale programma di riqualificazione dell’intero quartiere di Porta Romana». Intanto procedono i lavori appaltati dalla Asl, ma le modifiche alla circolazione non saranno revocate tanto presto.
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