Ex scuola Acquaviva, la sentenza mette a rischio la Patrimonio

La Corte d’appello nega il risarcimento ai privati ma conferma l’annullamento della compravendita: disposta la restituzione agli imprenditori Arangiaro dei 2,5 milioni spesi per acquistare l’immobile
GIULIANOVA. L’ex scuola Acquaviva mette a rischio il piano di risanamento già avviato dalla società in house del Comune, la Giulianova Patrimonio. In una recente sentenza la Corte d’appello dell’Aquila, rigettando l’appello proposto dalla Patrimonio, ha confermato la risoluzione del contratto stipulato dalla ditta Giaro Componenti srl, di proprietà della famiglia Arangiaro, con la municipalizzata: ciò implica che l’imprenditore pinetese dovrà restituire alla società in house l’immobile dell’ex scuola elementare di viale Orsini (incluso il terreno circostante) acquistato nel 2010, riavendo indietro i soldi del prezzo di vendita. La Corte d’appello ha inoltre respinto integralmente la domanda risarcitoria formulata dalla famiglia Arangiaro nei confronti del Comune e della Soprintendenza, condannando la Giaro Componenti srl a pagare le spese legali in favore dell’ente comunale: ma se la richiesta risarcitoria avanzata dagli Arangiaro è stata rigettata dalla corte aquilana, è stata disposta la restituzione all’acquirente da parte della Patrimonio della somma spesa per l’acquisto della ex scuola, pari a due milioni 511mila euro, inclusi gli interessi legali a decorrere dal 9 giugno 2010.
Il nocciolo della sentenza è la vendita dell’immobile “aliud pro alio”, avvenuta senza attendere il parere della Soprintendenza, che sulle facciate dell’ex scuola aveva posto un vincolo. Lo storico edificio è stato identificato come «appartenente a una specie diversa da quella oggetto del contratto di vendita: tale diversità», si legge nella sentenza, «è derivata dal fatto che il Comune di Giulianova, adottando la variante al piano regolatore comunale, senza attendere il parere della Soprintendenza, ha reso il bene immobile privo delle qualità essenziali ad assolvere la funzione per la quale lo stesso ha costituito l’oggetto della procedura di vendita». Il contenzioso fra Arangiaro, Comune, municipalizzata e Sovrintendenza era stato avviato nel 2015: nel 2019 il tribunale aquilano si era già pronunciato in primo grado annullando l’atto di compravendita relativo all’ex scuola.
Questa situazione potrebbe pesare molto sul futuro della partecipata Giulianova Patrimonio, società fragile, da anni in difficoltà economico-finanziaria, che è tuttora alle prese con un complesso piano di risanamento che tiene conto di vari risvolti fra cui quello occupazionale. La patata bollente passa nelle mani del Comune, che attraverso l’assessore al bilancio Soccorsa Ciliberti riferisce: «Si tratta di una sentenza non definitiva ma di secondo grado. Entro breve avremo un incontro con gli avvocati: la volontà dell’ente comunale è quella di cercare una mediazione fra le parti, quindi non di proseguire la causa, e di trovare una condivisione con la proprietà, perché è giusto che si ridia lustro a una via centrale di Giulianova, considerando i giusti diritti di un privato cittadino, che ha acquistato il bene: l’intento del Comune è sicuramente di arrivare alla soluzione».
La storia dell’ex scuola Acquaviva risale addirittura al lontano 6 aprile 1912, quando l’allora sindaco Giuseppe de’ Bartolomei, deciso a risolvere il problema della mancanza di un edificio scolastico nella ormai popolosa frazione marina, indicò l’area sulla quale sarebbe dovuta sorgere la costruzione; la struttura fu poi realizzata a partire dal 1920 ma solo il 10 aprile del 1927, ultimate definitivamente le porte e le finestre, fu ufficialmente inaugurato il nuovo edificio.
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