Ex scuola Marconi, via all’appalto Edificio da demolire e ricostruire

In corsa per i lavori ci sono cinque ditte invitate dall’Usr, a ottobre è prevista l’ apertura del cantiere Intervento da completare in un anno e mezzo, la struttura ospiterà un polo per alunni fino a sei anni
TERAMO. La ricostruzione pubblica post-sisma in centro storico muove un passo decisivo. L’ufficio speciale diretto da Vincenzo Rivera, infatti, ha appena avviato la procedura per l’appalto che interessa l’ex scuola materna nel complesso Regina Margherita. L’edificio, di proprietà dell’Asp1, l’azienda regionale che gestisce le case di riposo e immobili appartenuti a istituti di beneficenza soppressi, sarà abbattuto e ricostruito. Il percorso dell’intervento è già definito e prevede tempi rapidi. Entro il 26 settembre l’Usr raccoglierà le offerte da parte delle cinque ditte invitate a partecipare alla gara. Per il 30 è programmata l’apertura delle buste, a cui seguirà la valutazione delle proposte e l’affidamento all’impresa che avrà presentato la soluzione tecnica ed economica ritenuta migliore. Salvo imprevisti, il cantiere sarà aperto già in ottobre e a quel punto inizierà a decorrere il termine di un anno e mezzo per completare i lavori. La nuova struttura ospiterà un polo didattico, con asilo nido e scuola materna, da 60 posti destinati a bambini fino a sei anni.
Progettazione e appalto sono stati gestiti dall’Ufficio speciale in base alla delega ricevuta dalla struttura commissariale per la ricostruzione tramite un’apposita ordinanza speciale che ha anche previsto il ricorso alla procedura semplificata, che evita la gara aperta a tutti i possibili concorrenti, per l’assegnazione dei lavori. La valutazione sullo stato dell’edificio che ospitava la scuola Gemma Marconi, inutilizzata già prima del terremoto del Centro Italia che l’ha ulteriormente danneggiata, hanno richiesto approfondimenti nei quali è stata coinvolta anche la Soprintendenza. Nella fase iniziale era stato ritenuto possibile il recupero della struttura esistente, ma ulteriori controlli hanno fatto propendere per l’abbattimento e la ricostruzione. Il nuovo edificio avrà infatti un indice di resistenza sismica di gran lunga superiore all’immobile da abbattere, che si è rivelato fragile, e garantirà ad alunni e personale spazi all’avanguardia per la didattica. «Finalmente si parte», spiega il dirigente dell’Ufficio speciale Piergiorgio Tittarelli che si occupa in particolare della ricostruzione pubblica, «conclusa anche la verifica necessaria sul progetto da parte dell’Anac (l’Autorità nazionale anticorruzione ndr) già in ottobre potremo consegnare il cantiere». L’intervento, da 2,7 milioni di euro, sarà il primo a partire in città tra quelli gestiti dall’Usr. La struttura didattica rientra nel perimetro del Regina Margherita, altro complesso in abbandono da tempo e lesionato dal terremoto del Centro Italia per il quale è stato di recente approvato il progetto esecutivo. L’immobile, anch’esso di proprietà dell’Asp1, sarà trasformato in una residenza per anziani non autosufficienti.
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