Ex Sogesa riassunti se riparte Grasciano

4 Ottobre 2014

Il Cirsu lo assicura ai sindacati e sul bando bocciato dai giudici spiega: «È stato solo per un refuso»

TERAMO. Nel vertice in prefettura sul Cirsu i sindacati chiedono di velocizzare il riassorbimento dei lavoratori ex Sogesa, ma il consorzio risponde che il reintegro sarà vincolato alla piena funzionalità degli impianti di Grasciano. L'incontro, svoltosi ieri mattina nella prefettura di Teramo, alla presenza dei sindacati, della dirigenza del Cirsu, dei sindaci dei Comuni soci e degli ex Sogesa, è stato vivacizzato dalle proteste delle maestranze, che da anni ormai chiedono a gran voce garanzie certe in merito al proprio futuro lavorativo. Durante la riunione si è parlato anche delle sentenze del Consiglio di Stato, che hanno condannato il Cirsu a indire un bando regolare per l'affidamento dei lavori per la costituzione della nuova discarica: il presidente del consorzio Angelo Di Matteo ha spiegato, a tal proposito, come l'aggiudicazione effettuata dal Cirsu non sia contraddistinta da alcuna anomalia, ma ci sarebbe stato un semplice errore di battitura nell'indizione dell'avviso.

LA PROTESTA. L'incontro convocato dal prefetto Valter Crudo era stato richiesto, lo scorso 8 settembre, dai dipendenti ex Sogesa, i quali vogliono vederci chiaro circa il proprio riassorbimento nel polo tecnologico di Grasciano. I lavoratori lamentano il fatto che, finora, solo 18 operai (più 3 reintegrati dal Comune di Bellante) siano stati reimpiegati a Grasciano, a fronte della quarantina prevista dal piano di risanamento del Cirsu. Gli ex Sogesa si sentono minacciati dal fatto che, entro la metà di novembre, scadrà la procedura di mobilità aperta a settembre dalla curatela fallimentare della Sogesa e, se non sarà ancora scattato il riassorbimento, per le maestranze si aprirà la strada del definitivo licenziamento. «31 lavoratori sono attualmente disoccupati, ma anche quelli reintegrati dal Csa (Consorzio stabile ambiente) hanno un contratto a tempo determinato», dichiarano Amedeo Marcattili della Cgil e Serafino Masci della Cisl, «il Comune di Roseto ha assicurato che, con l'avvio del porta a porta, ne verranno reimpiegati sei, mentre il Cirsu ha parlato di altri otto lavoratori riassorbiti entro la fine dell'anno. Vorremmo però che anche il Csa tenesse fede agli impegni assunti».

LA RISPOSTA. Pare che Di Matteo abbia garantito che il ricollocamento interesserà quasi tutti gli ex Sogesa, ma a preoccupare i sindacati e le maestranze è il fatto che il riassorbimento è legato unicamente alla piena operatività di Grasciano. Insomma, più saranno numerosi i Comuni a conferire i propri rifiuti nell'impianto del Cirsu e più saranno alte le possibilità di reintegro. Pertanto si attende che Comuni come Giulianova (che dovrebbe tornare a servirsi di Grasciano nel 2015) ed altri della regione si affidino al Cirsu. «Non bisogna perdere tempo, oltre alle chiacchiere vogliamo anche i fatti», concludono Cgil e Cisl.

IL BANDO. «L'affidamento per la nuova discarica è regolare»: secondo il Cirsu, sarebbe stato un refuso comparso sul bando di gara (il decreto 122 scambiato con il 221) a far scaturire la sospensione dei lavori da parte del Consiglio di Stato ed il commissariamento prefettizio. Ora il consorzio dovrà spiegare l'errore nella prossima udienza del Consiglio che si terrà il 14 ottobre.

Sandro Petrongolo

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