Ex vice sindaco dovrà restituire l’indennità

Sant’Omero, condannato Di Battista: era l’unico della giunta a non avere ancora rimborsato le somme
SANT’OMERO. Unico tra i componenti di quella giunta, l’ex vice sindaco di Sant’Omero Alfonso Di Battista non aveva intenzione di rimborsare le indennità di carica percepite illegittimamente durante il mandato (da gennaio a maggio 2014) che dovevano essere restituite a causa dello dello sforamento del patto di stabilità per il 2013. Il giudice di pace di Teramo Anna Lissoni ha però condannato Di Battista a rimborsare al Comune 1882 euro di oltre agli interessi ed alle spese legali e di giudizio. Il giudice ha però respinto l’istanza presentata dal Comune al risarcimento del danno per responsabilità processuale aggravata. Finisce dunque la querelle sulla restituzione del 30 per cento degli stipendi dell’allora giunta guidata dal sindaco Alberto Pompizi, per sforamento del patto di stabilità. Di Battista era stato l’unico ad opporsi, mentre gli altri assessori, chi in un’unica soluzione chi a rate e chi, come Pompizi, decurtandoli dal Tfr, avevano provveduto a restituire le somme. Fino a febbraio 2015 il Comune di Sant’Omero non aveva saputo nuella dall’ex vice sindaco circa le modalità di rimborso delle somme percepite illegittimamente, per cui l’ente aveva proceduto a diffidarlo. La restituzione delle somme nasce da un obbligo giuridico per cui deve essere restituito al Comune il 30 per cento delle indennità percepite nell’anno in cui è stato sforato il limite di spesa imposto dal patto di stabilità. Alcuni ex assessori avevano ottenuto la possibilità di restituire le somme in 6 o 12 rate. Il Comune ha così recuperato dall’ex sindaco Alberto Pompizi 1.882,45 euro, dal vice sindaco Alfonso Di Battista 1.882,45, dagli ex assessori Riccardo Malatesta 1.694,20 euro, da Stefano Papa 1.694,20 euro, da Giorgio Di Sabatino 847,10 euro, da Cristian Fanì 847,10 euro e da Marcello Ippoliti 847,10 euro. Va precisato che da parte di Di Battista non c’era la volontà di non restituire i soldi per partito preso, ma in base al presupposto della sospensiva del Tar sul giudizio di default del Comune e alla luce del fatto che la stessa Ragioneria dello Stato aveva stabilito che, con riferimento alla durata delle sanzioni, le stesse si applicano per il solo anno successivo a quello di accertamento del mancato rispetto del patto di stabilità interno.
Alex De Palo
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