Ex Villeroy, Gabrielli arriva a Pasqua

25 Febbraio 2018

Quasi concluse le indagini sull’inquinamento del terreno. Leombroni: «Nulla di preoccupante». A fine marzo la consegna

TERAMO. Il gruppo Gabrielli prenderà possesso dell’area ex Villeory entro fine marzo. È la scadenza fissata per la conclusione della procedura seguita alla vendita all’asta di uno dei due lotti dell’enorme complesso industriale dismesso. Per la prossima settimana, infatti, è previsto il completamento delle indagini geologiche per la definizione del cosiddetto “piano di caratterizzazione”. Si tratta di un passaggio obbligato, imposto dalle norme per le aree occupate da ex fabbriche, per l’individuazione di sostanze inquinanti nel terreno. «Dalle verifiche fatte finora non è emerso nulla di preoccupante, come evidenziato dalle analisi preliminari alla vendita», spiega Giampiero Leombroni, commissario dell’Arap, l’agenzia regionale per le attività produttive che ha assorbito gli ex Consorzi per lo sviluppo industriale, acquisendo di conseguenza il controllo sull’area ex Villeroy, «si tratterà di rimuovere qualche centinaio di metri cubi di terra e poi si procederà con la cessione definitiva al gruppo Gabrielli». Quest’ultimo, proprietario della catena di supermercati Tigre e di altri marchi simili, a ottobre del 2016 si è aggiudicato l’asta su uno dei due lotti in cui è stato suddiviso l’ex complesso industriale e messo in vendita. Si tratta di quello principale nel quale sono ricompresi la palazzina che affaccia su via Gammarana, i capannoni dove è stato aperto il ristorante-pizzeria “La Stazione” e il grande piazzale utilizzato negli anni scorsi per diverse manifestazioni, tra cui la festa del 1° maggio.
Il prezzo a base d’asta per questo lotto era fissato a poco meno di 5,8 milioni di euro e il nuovo proprietario, grazie alle ampie possibilità offerte in quella zona dal piano regolatore, lo trasformerà in uno spazio destinato ad attività commerciali, uffici e abitazioni con il supporto del consorzio pinetese “Abruzzo abitare” che riunisce cooperative edilizie.
Le indagine geologiche, realizzate con la supervisione dell’Arta, l’agenzia regionale per la tutela ambientale, hanno comportato il prelievo di oltre 300 campioni di terreno e di recente sono state integrate con ulteriori verifiche destinate ad approfondire l’analisi delle sostanze depositate sul terreno negli anni in cui l’ex Villeroy era in piena attività. Nella zona è intervenuta anche la soprintendenza ai beni archeologici per accertare l’eventuale presenza di reperti da sottoporre a tutela. Nulla di significativo è venuto alla luce durante gli scavi per gli aspetti storici e dunque, definiti i dettagli del “piano di caratterizzazione”, non ci saranno più ostacoli all’avvio concreto della riconversione del complesso industriale da anni inutilizzato alle porte della città. Il gruppo Gabrielli è pronto a chiudere la procedura per l’acquisizione dell’area e a far partire il cantiere subito dopo Pasqua.
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