Fabbrica senza corrente Si muovono i vertici Enel

21 Settembre 2019

Il sindaco di Notaresco alza la voce, a giorni un incontro tra dirigenti nazionali e l’azienda che non riesce a far funzionare le sue linee altamente informatizzate

NOTARESCO. Una grande fabbrica 4.0, ovvero completamente digitalizzata, che non riesce a funzionare – e non può essere inaugurata – perché nella linea elettrica ci sono continui buchi di tensione. Il caso è troppo clamoroso per passare inosservato e non poteva non finire sui tavoli di “quelli che contano”. Nel caso, all’attenzione dei vertici Enel di Roma. La prossima settimana, dunque, qualcuno della direzione nazionale di E-distribuzione verrà a Notaresco per affrontare, insieme ai dirigenti abruzzesi, il problema della Cubo Design, lo stabilimento di cucine del gruppo Arangiaro sorto di recente all’uscita della Teramo-mare con un investimento da 20 milioni di euro che ha prodotto 97 nuovi posti di lavoro. La Cubo Design, da quando ha cominciato i test delle nuove linee di produzione altamente informatizzate, li ha visti continuamente “sporcati” da buchi di tensione nella rete elettrica, perdendo il 20 per cento della produttività.
L’altro ieri, dopo una giornata con ben sette fermi delle linee, l’imprenditore Antonio Arangiaro ha denunciato al Centro l’incresciosa situazione di cui è vittima la sua azienda. A ruota si è mosso il sindaco di Notaresco Diego Di Bonaventura, che per portare questa fabbrica-gioiello nel suo territorio si è molto battuto anni fa. Di Bonaventura dice: «Sono tornato a fare la voce grossa con Enel come dopo la nevicata del 2017, bisogna risolvere una questione che non può esistere: un privato che ha investito 20 milioni non può avere problemi di elettricità. La settimana prossima verranno dirigenti nazionali Enel e i responsabili della zona L’Aquila-Teramo per incontrare l’azienda. Intanto è stato già messo in campo un intervento-tampone per arginare il problema». I buchi di tensione, secondo E-distribuzione, non dipendono direttamente dalla linea ma dalla mancata manutenzione della cabina di un altro cliente di media tensione. Che dovrebbe fare questa manutenzione, ma non la fa. «Questa cosa, cioé che è colpa di un terzo, non la tollero», aggiunge Di Bonaventura, «e sono pronto a qualsiasi azione. Chi deve fare ha trenta giorni per fare, altrimenti questi signori subiranno quello che devono subire».
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