Fadini abbandonato, l’erba è alta e secca

L’addetto non ha più il trattore, il sindaco: subentriamo noi e chiediamo i danni alla società
GIULIANOVA. Il momento buio del calcio giuliese è simboleggiato anche dall’abbandono nel quale è stato lasciato il manto erboso dello stadio Fadini dopo che l’addetto alla sua manutenzione, Lello Granito, ha smesso di occuparsene perché, a quanto fanno sapere dalla società calcistica, il trattorino a sua disposizione si è rotto. L’erba del Fadini è alta e appare secca in più punti. Un danno che ogni giorno che passa si aggrava e che, probabilmente, costringerà chi vorrà disporre di un manto erboso in buone condizioni per la prossima stagione calcistica a sborsare decine di migliaia di euro.
Il sindaco Francesco Mastromauro, ricordando che la società Giulianova calcio si è aggiudicata un bando di gestione del Fadini fino al 30 giugno prossimo, facendosi perciò carico della manutenzione ordinaria, ha garantito che saranno gli uffici comunali a curare la manutenzione dell’impianto, tornato in possesso dell’amministrazione, ma ha anche aggiunto che «il Comune agirà nei confronti della società per il danno patito alle casse comunali e quindi alla collettività perché tutte le somme che siamo stati e saremo costretti a tirare fuori al posto della società Giulianova calcio graveranno sul bilancio comunale e quindi sulle tasche dei cittadini».
Secondo Mastromauro, il comportamento della società è stato «oltre che inadempiente gravemente lesivo, perché ha utilizzato fino alla fine del campionato lo stadio comunale ma subito dopo si è completamente disinteressata della cura del manto erboso, che rischia di deteriorarsi, ed è morosa nel pagamento degli emolumenti che avrebbe dovuto corrispondere all’addetto, al quale esprimo vicinanza e solidarietà».
Il sindaco ha concluso con un avvertimento ai possibili, futuri padroni del Giulianova calcio, dichiarando che chiunque voglia prendere in gestione lo stadio dovrà, da oggi in poi, garantire la propria solvibilità attraverso il rilascio di una fideiussione. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

