Fagnano: «A me non interessa dove sorgerà ma voglio curare al meglio le persone»

11 Aprile 2017

«Non è lo studio per costruire un palazzo ma è un modello di sanità sostenibile, per arrivare a una sanità migliore. A me non interessa la località dove sorgerà, ma interessa curare meglio le persone...

«Non è lo studio per costruire un palazzo ma è un modello di sanità sostenibile, per arrivare a una sanità migliore. A me non interessa la località dove sorgerà, ma interessa curare meglio le persone con un modello economicamente sostenibile». Roberto Fagnano, direttore generale della Asl (nella foto) in poche parole descrive il progetto che secondo le previsioni può risollevare le sorti della sanità teramana. Il punto di partenza è che alla luce dei nuovi standard del decreto Balduzzi Lorenzin «gli attuali ospedali di piccole dimensioni non potranno mantenere tutte le specialità attualmente attive e che viceversa la concentrazione in strutture con indici di qualità e tecnologia più elevati consentirà una risposta più efficiente ai bisogni della popolazione». Quindi ospedale moderno, efficiente, tecnologico e con una elevata qualità alberghiera. Un ospedale che diventerebbe punto di riferimento a livello regionale, a differenza della situazione attuale. «Un nuovo centro di eccellenza ridurrà la mobilità passiva regionale, sia per i ricoveri che le attività ambulatoriali». Anche perchè – si legge nello studio – «l’utente valuta comunque l’operatore migliore e non già quello più vicino. Nel progetto in esame l’ospedale unico peraltro sarebbe baricentrico e comunque a meno di 15-25 minuti dalla stragrande maggioranza della popolazione». Non ci sarebbe più carenza di personale, che anzi sarebbe più formato grazie anche al gran numero di casi che si trova a trattare. Sempre continuando a leggere lo studio, l’ospedale nuovo sarebbe più sicuro: dal punto di vista sismico (per adeguare i tre vecchi presidi servirebbero 40 milioni), ma anche per gli incendi (per adeguarsi alle nuove normative servirebbero 21 milioni).