Fagnano: finora la Asl ha sostenuto spese enormi

18 Gennaio 2018

Ora con il passaggio all’università non dovrà più occuparsi della manutenzione «Invece continueremo a buttare soldi sull’ex ospedaletto di Porta Romana»

TERAMO. Il riutilizzo dell’ex ospedale psichiatrico ha una serie di risvolti positivi. Alcuni di questi riguardano la Asl, proprietaria della struttura. Nella conferenza stampa il direttore generale della Asl, Roberto Fagnano, ha fatto notare che «fermo restando l’importanza dell’impiego culturale del complesso, vedo che un importo significativo, 35 milioni di euro, vengono impiegati per la città di Teramo». Un progetto, fa notare il direttore generale, che mette fine a vent’anni di incertezza sul futuro della struttura in pieno centro storico.
«Una struttura inattiva che ha tolto soldi alla sanità. Solo l'anno scorso abbiamo speso 850mila euro per mettere in sicurezza lo stabile. Sono costantemente necessari interventi sui tetti, bisogna montare impalcature, chiudere i varchi che sistematicamente vengono riaperti. Ogni anno cade qualcosa, danneggiando auto parcheggiate. E’ una struttura difficilissima da gestire. Ed enorme è il costo perchè è enorme la struttura. E dispiace che i soldi destinati alla manutenzione di una struttura inattiva siano sottratti al fondo sanitario». In sostanza i soldi impiegati per contenere l’ammaloramento si traducono in meno assunzioni o in minori prestazioni ai pazienti.
In questo senso un’altra spina nel fianco della Asl è l’ex ospedaletto di Porta Romana: l’ex collegio Ventilj rappresenta una continua spesa per le casse della Asl. Ma per quella struttura l’epilogo non sarà positivo. «E’ un dramma kakfiano, ma italiano», sbotta Fagnano, «mentre l'ex manicomio si può consolidare e finalmente ha trovato un finanziamento esterno al fondo sanitario, l’ex ospedaletto non si può consolidare perchè proprio sotto ci passano le gallerie del Lotto zero. Ma non si può abbattere nè vendere perchè è vincolato. Sono vincolate anche le macerie derivanti dal terremoto. E’ un esempio tipico italiano di burocrazia». Fagnano ribadisce che lo stabile alla Asl non serve e comunque non si potrebbe rendere agibile. «Voglio presentare un progetto per l'abbattimento, anche se sono quasi sicuro che la Sovrintendenza mi dirà di no, come anticipato nella conferenza dei servizi fatta mesi fa. L’edificio ha un valore storico essendo su una delle vie d'accesso a Teramo». Nel frattempo, la Asl ha “buttato” circa un milione su una struttura irrecuperabile. E c’è stato un tributo di sangue: nel 2015 un ladro, entrato nel rudere, si è introdotto nella cabina di distribuzione dell’Enel inserita nello stabile ed è rimasto folgorato. (a.f.)
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