Fagnano: «Il nuovo ospedale si farà a Piano d’Accio»

TERAMO. Il nuovo ospedale si farà e si farà a Piano d’Accio. Ad assicurarlo, ieri mattina, il manager della Asl Roberto Fagnano. «Ho una missione», ha detto il direttore generale dell’azienda...
TERAMO. Il nuovo ospedale si farà e si farà a Piano d’Accio. Ad assicurarlo, ieri mattina, il manager della Asl Roberto Fagnano. «Ho una missione», ha detto il direttore generale dell’azienda sanitaria, «quella di riuscire a fare l’ospedale nuovo di questa provincia, un ospedale moderno, efficiente e che guardi al futuro, che è l’unica speranza per un cambio di passo di sanità in queste realtà». Ospedale che, ha confermato Fagnano, si farà «a Teramo» e nello specifico a Piano d’Accio, rispondendo così indirettamente a quei comitati che lo vorrebbero a Mosciano o in altre zone più spostate verso la costa. «Entro fine agosto ci sarà la firma sull’intesa Stato-Regioni per il finanziamento. Una volta avuto il finanziamento, come sapete, ci sono progetti e manifestazioni di interesse in corso che stiamo valutando». I fondi, pari a 83milioni di euro, ovviamente non basteranno a realizzare l’intero progetto. Ma Fagnano ha assicurato che il resto della somma necessaria si troverà. «Voglio precisare che ristrutturare l’esistente costa più che costruire il nuovo», ha aggiunto Fagnano, «ristrutturare l’esistente vuole dire chiudere l’esistente. Io non voglio chiudere l’ospedale di Teramo, voglio fare il miglior ospedale della regione Abruzzo».
Di ospedali, rispondendo alle domande dei giornalisti, ha parlato anche l’assessore regionale alla sanità Nicoletta Verì che ha assicurato come in provincia di Teramo non chiuderà nessun presidio. «Entro fine luglio presenteremo la riorganizzazione della rete così come ci è stato chiesto dal tavolo di monitoraggio, con le necessarie modifiche e istanze che possano salvaguardare anche i presidi ospedalieri dal punto di vista del territorio e di una sanità di prossimità sempre più vicina al paziente». Ogni ospedale, secondo l’assessore, avrà una sua identità ben definità con l’obiettivo di specializzarli e valorizzarne la vocazione senza alcuna penalizzazione. «Assolutamente non si parla di chiusura», ha aggiunto, «ma si parla di rafforzare quello che viene svolto». L’assessore è intervenuta anche sulle liste di attesa, sottolineando come la Asl di Teramo sia stata la prima a presentare il relativo piano, come richiesto. «Attraverso la riorganizzazione avviata dalla Regione, che ha chiesto alle Asl di presentare un programma, avremo sicuramente un abbattimento delle liste d’attesa», ha detto l’assessore, «la legge prevede anche dei fondi che danno la possibilità di avere due Cup, uno di primo e uno di secondo livello, e credo che in breve tempo raggiungeremo il risultato». (a.m.)
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