Fagnano: il punto nascita è da salvare

Atri, per il nuovo manager chiuderlo significherebbe alimentare la mobilità passiva verso Pescara e Chieti
ATRI. Il nuovo direttore generale della Asl di Teramo si esprime apertamente contro la paventata chiusura del punto nascita di Atri. L'occasione è stata un incontro tenutosi mercoledì scorso presso la direzione sanitaria del San Liberatore, promosso dal consigliere regionale del Pd Luciano Monticelli. Il direttore generale Asl, Roberto Fagnano, pur ribadendo l’esistenza di una effettiva pianificazione dell'ospedale stabilita nel passato, ha dichiarato: «Ritengo doveroso preservare reparti fondamentali come il punto nascita attualmente a rischio. Come direttore sanitario sono infatti convinto che questo significherebbe perdere le tante mamme che, in mancanza di un punto nascita ad Atri, non sceglierebbero un altro presidio della provincia teramana, ma ‘emigrerebbero’ senza alcun dubbio a Pescara o a Chieti». Ciò di fatto favorirebbe la mobilità passiva a tutto discapito dei conti dell’intera azienda sanitaria teramana.
Al tavolo tecnico di monitoraggio, costituito per valutare le varie problematiche dell’ospedale, hanno partecipato anche il sindaco di Atri Gabriele Astolfi, il consigliere comunale della città ducale Alfonso Prosperi, la direttrice sanitaria dell’ospedale di Atri Maria Mattucci, Daniela Astolfi della segreteria dell’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci e, per le organizzazioni sindacali, Dino Tosi. Durante l’incontro è stata più volte ribadita la necessità, da parte delle istituzioni coinvolte, di guardare al futuro in un’ottica di collaborazione. Più in particolare, è stata ripetutamente sollevata l’importanza, per il San Liberatore, di una pianificazione che consenta anzitutto di risolvere le priorità all’interno del presidio atriano (come l’assistenza a rischio o la mancanza di anestesisti) e di guardare successivamente al futuro dell’ospedale, per il quale finora sono stati previsti solo ridimensionamenti e chiusure. «Atri ha già dato tanto e pagato in passato», ha ribadito il consigliere regionale Monticelli, «ed è pertanto tempo di riflettere e trovare nuove soluzioni. La posizione geografica del San Liberatore è strategica trovandosi tra le province di Teramo e Pescara, l’ospedale raccoglie un bacino di utenza molto vasto, soprattutto per ciò che riguarda le aree interne».
I relatori dell'incontro si sono dunque dichiarati concordi della necessità di convocare prossimamente un nuovo tavolo tecnico con il quale monitorare la situazione dell’ospedale atriano. Polemico rimane il sindaco di Atri Gabriele Astolfi che, raggiunto al telefono, ha dichiarato: «Nell'incontro nessuno ha scongiurato la chiusura del punto nascita, se tutto rimane come è adesso è già un gran risultato, attendiamo che il presidente della Regione D'Alfonso si pronunci con chiarezza su quali saranno i veri tagli al nostro ospedale».
Domenico Forcella
©RIPRODUZIONE RISERVATA

