Falasca e Caccioni abbandonano il gruppo di Gatti
TERAMO. "Futuro in" esce ridimensionata nei numeri dalla lunga riunione di chiarimento interno seguita alle recenti turbolenze in consiglio comunale. Sono cinque le firme a corredo del documento...
TERAMO. "Futuro in" esce ridimensionata nei numeri dalla lunga riunione di chiarimento interno seguita alle recenti turbolenze in consiglio comunale. Sono cinque le firme a corredo del documento stilato al termine del confronto interno che ribadisce «piena condivisione nel merito e nel metodo» delle scelte che hanno portato al riallargamento della giunta a nove assessori. Mancano quelle di Vincenzo Falasca, uno dei due consiglieri di maggioranza che hanno disertato la seduta consiliare di lunedì, lasciando la maggioranza senza numero legale, e di Alfredo Caccioni, che pur essendo al suo posto in aula all'inizio della seduta andata a vuoto, non ha nascosto la propria contrarietà alla nomina di tre nuovi assessori da parte del sindaco.
Nell'incontro di ieri, concluso in tarda serata, non è stata trovata la sintesi che "Futuro in" rivendica come elemento essenziale del metodo democratico che ritiene di aver sempre esercitato. «Scendo dal pullman»: con questa immagine Falasca, che ha più volte ribadito la propria indipendenza di pensiero, ha ufficializzato l'uscita dal gruppo nel quale era stato eletto due anni e mezzo fa dopo l'esperienza in giunta provinciale. Lo ha seguito a ruota Caccioni, per il quale sarebbe stato necessario il congelamento dei nuovi incarichi attribuiti non più tardi di due settimane fa dal sindaco e il riavvio di una procedura che coinvolgesse appieno i consiglieri nella definizione delle priorità programmatiche prima del riassetto degli assessorati. A entrambi, con un pizzico di malizia, il gruppo che fa capo a Paolo Gatti ricorda di essere entrati in consiglio in sostituzione di loro colleghi nominati assessori e nel documento auspica che «possano sentirsi vincolati almeno all'impegno assunto con i cittadini durante le elezioni del 2014 a sostegno di Maurizio Brucchi». "Futuro in" ribadisce che, in un periodo tanto complesso a causa dell'emergenza sismica, la città non possa permettersi 500 giorni di commissariamento prefettizio e per questo invita il sindaco a proseguire nell'azione amministrativa «accompagnata da una riflessione programmatica», auspicando «un senso di responsabilità generale che possa portare tutti e ciascuno a fornire contributi fattivi per la città, mettendo in secondo piano ambizioni personali».
L'uscita di Falasca e Caccioni dal gruppo che finora è stato il più numeroso in consiglio precarizza ancora di più la maggioranza che ha già perso per strada Angelo Puglia e Guido Campana di "Al centro per Teramo" e Raimondo Micheli di Fdi-An. Senza il sostegno dei due consiglieri che ieri hanno dato l'addio a "Futuro in" e considerato anche il malumore di Domenico Sbraccia, anche lui assente per protesta nell'ultimo consiglio, l'amministrazione si ritroverà senza numeri e si dovrà tornare al voto.
Gennaro Della Monica
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