Falasca e Caccioni abbandonano il gruppo di Gatti

15 Aprile 2017

TERAMO. "Futuro in" esce ridimensionata nei numeri dalla lunga riunione di chiarimento interno seguita alle recenti turbolenze in consiglio comunale. Sono cinque le firme a corredo del documento...

TERAMO. "Futuro in" esce ridimensionata nei numeri dalla lunga riunione di chiarimento interno seguita alle recenti turbolenze in consiglio comunale. Sono cinque le firme a corredo del documento stilato al termine del confronto interno che ribadisce «piena condivisione nel merito e nel metodo» delle scelte che hanno portato al riallargamento della giunta a nove assessori. Mancano quelle di Vincenzo Falasca, uno dei due consiglieri di maggioranza che hanno disertato la seduta consiliare di lunedì, lasciando la maggioranza senza numero legale, e di Alfredo Caccioni, che pur essendo al suo posto in aula all'inizio della seduta andata a vuoto, non ha nascosto la propria contrarietà alla nomina di tre nuovi assessori da parte del sindaco.

Nell'incontro di ieri, concluso in tarda serata, non è stata trovata la sintesi che "Futuro in" rivendica come elemento essenziale del metodo democratico che ritiene di aver sempre esercitato. «Scendo dal pullman»: con questa immagine Falasca, che ha più volte ribadito la propria indipendenza di pensiero, ha ufficializzato l'uscita dal gruppo nel quale era stato eletto due anni e mezzo fa dopo l'esperienza in giunta provinciale. Lo ha seguito a ruota Caccioni, per il quale sarebbe stato necessario il congelamento dei nuovi incarichi attribuiti non più tardi di due settimane fa dal sindaco e il riavvio di una procedura che coinvolgesse appieno i consiglieri nella definizione delle priorità programmatiche prima del riassetto degli assessorati. A entrambi, con un pizzico di malizia, il gruppo che fa capo a Paolo Gatti ricorda di essere entrati in consiglio in sostituzione di loro colleghi nominati assessori e nel documento auspica che «possano sentirsi vincolati almeno all'impegno assunto con i cittadini durante le elezioni del 2014 a sostegno di Maurizio Brucchi». "Futuro in" ribadisce che, in un periodo tanto complesso a causa dell'emergenza sismica, la città non possa permettersi 500 giorni di commissariamento prefettizio e per questo invita il sindaco a proseguire nell'azione amministrativa «accompagnata da una riflessione programmatica», auspicando «un senso di responsabilità generale che possa portare tutti e ciascuno a fornire contributi fattivi per la città, mettendo in secondo piano ambizioni personali».

L'uscita di Falasca e Caccioni dal gruppo che finora è stato il più numeroso in consiglio precarizza ancora di più la maggioranza che ha già perso per strada Angelo Puglia e Guido Campana di "Al centro per Teramo" e Raimondo Micheli di Fdi-An. Senza il sostegno dei due consiglieri che ieri hanno dato l'addio a "Futuro in" e considerato anche il malumore di Domenico Sbraccia, anche lui assente per protesta nell'ultimo consiglio, l'amministrazione si ritroverà senza numeri e si dovrà tornare al voto.

Gennaro Della Monica

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