Falini: «Così feriscono Teramo due volte»

4 Settembre 2018

Nuove iniziative del Comune per chiedere lo sblocco dei 16 milioni del bando per le periferie

TERAMO . Pescara, Teramo e Chieti insieme per chiedere di scongerlare il bando delle periferie. Alla conferenza stampa di ieri a Pescara insieme al sindaco di Pescara Marco Alessandrini e a quello di Chieti Umberto Di Primio c’erano in rappresentanza del Comune di Teramo gli assessori Sara Falini e Simone Mistichelli.
«Il blocco per due anni dei finanziamenti creerebbe a Teramo una doppia ferita, in quanto siamo già stati pesantemente danneggiati dal sisma 2016-2017», spiega l’assessore Falini, «l’obiettivo dell’incontro a Pescara è stato di lanciare un appello a tutti i parlamentari abruzzesi in vista dell’11 settembre, quando il decreto “Milleproroghe” approderà alla Camera. Per Teramo sarebbero tre gli interventi che servirebbero a rigenerare e riqualificare alcune zone della città. Peraltro sono lavori per cui è stata avviata la fase progettuale, avviate le convenzioni, quindi si bloccherebbe tutto».
Il bando porterebbe a Teramo 12 milioni di finanziamento pubblico e 4 di cofinanziamento. Un progetto riguarda la ristrutturazione di 16 unità immobiliari in via Piave con l’Ater ed è compresa anche la ristrutturazione della casa bianca in piazza Donatori di sangue che verrà adibita a casa che donne che hanno subito violenza. C’è poi la qualificazione del vecchio stadio che diventa parco urbano e ricreativo. Diventerà una sorta di anfiteatro: gli spalti saranno demoliti conservando la curva est. Poi c’è l’arretramento della stazione ferroviaria, con Rfi. Tutti e tre i siti sarebbero collegati con pista ciclo-pedonale di 3,5 chilometri.
In queste ore una delegazione dell’Anci sarà in parlamento per spiegare la posizione compatta dei Comuni a favore del bando delle periferie e il sindaco Gianguido D’Alberto già interloquito con il presidente dell’Anci Antonio De Caro, spiegandogli l’utilità dei tre progetti per Teramo.
«Saremo in prima linea come Comune per chiedere ripristino dei fondi: va rivisto il decreto, soprattutto in virtù del fatto che siamo in un Comune che rientra nel cratere sismico», conclude l’assessore Falini. (a.f.)
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