Fallimenti, va al Riesame anche Dell’Orletta junior

TERAMO. Inchiesta sui fallimenti, c’è doppio ricorso al Riesame. Dopo quello fatto dal commercialista Massimo Dell’Orletta, anche il figlio Daniele impugna l’ordinanza di custodia cautelare a...
TERAMO. Inchiesta sui fallimenti, c’è doppio ricorso al Riesame. Dopo quello fatto dal commercialista Massimo Dell’Orletta, anche il figlio Daniele impugna l’ordinanza di custodia cautelare a domiciliari.
Nei giorni scorsi il gip Marco Procaccini ha respinto per la se conda volta la richiesta di revoca dei domiciliari presentata dalla difesa di dell’Orletta junior (rappresentata da Gaetano Biocca) e motivata da questioni di salute.Massimo Dell’Orletta (difeso dall’avvocat Fabrizio Acronzio) ha presentato ricorso già nei giorni scorsi. L’inchiesta ha portato all’arresto del 69enne commercialista e del 37enne figlio che si è costituito rientrando da Londra dove vive e lavora nel mondo della finanza. Ai due arrestati la Procura contesta le ipotesi di reato di interesse privato nel fallimento e peculato (un episodio). Quattro gli indagati tra cui anche un avvocato. Secondo l’accusa della Procura il 69enne commercialista di Roseto molto conosciuto in tutto il Teramano proprio nella sua veste di curatore fallimentare o commissario giudiziale avrebbe svolto delle irregolarità nei cosiddetti piani di riparto nelle procedure seguite facendo acquisire a prezzi ridotti i cosiddetti crediti deteriorati delle banche a società a lui riconducibili. Società, alcune delle quali, avrebbero sede nei cosiddetti paradisi fiscali. Secondo l’accusa della Procura, tutta da dimostrare, dalle indagini del nucleo, di polizia economico-finanziario del comando provinciale della Guardia di Finanza sarebbe emerso che il professionista teramano, avvalendosi di società costituite ad hoc in Italia e all'estero, riconducibili a lui e al figlio, avrebbe acquistato, nell'ambito delle procedure fallimentari, crediti deteriorati e successivamente, in virtù della propria posizione di curatore, avrebbe provveduto, mediante una nuova ripartizione dell'attivo fallimentare, ad assegnare agli stessi crediti un maggiore valore economico incassando così, tramite queste società, consistenti somme di denaro. (d.p.)
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