Fallimento Atr, annunciata protesta davanti al tribunale

TERAMO. Da un lato il tema della sicurezza, dall'altro quello delle vertenze ancora aperte sul territorio: che si accompagna allo sblocco dei licenziamenti, che in provincia rischia di cancellare...
TERAMO. Da un lato il tema della sicurezza, dall'altro quello delle vertenze ancora aperte sul territorio: che si accompagna allo sblocco dei licenziamenti, che in provincia rischia di cancellare secondo i sindacati oltre mille posti di lavoro. Due facce della stessa medaglia che vedono impegnate le organizzazioni sindacali a mettere in campo continue iniziative per richiamare l'attenzione di istituzioni e politica.
Tra le vertenze che preoccupano maggiormente c'è quella relativa all'Atr di Colonnella: i sindacati di categoria di fronte all'assenza dei curatori fallimentari all'ultimo tavolo in Regione convocato dall'assessore Pietro Quaresimale stanno valutando per la prossima settimana una manifestazione di protesta davanti al tribunale. «Al tavolo convocato qualche giorno fa i curatori non si sono presentati», sottolinea il segretario della Fim Cisl Marco Boccanera, «dicendo che avevano informato la Regione che erano impossibilitati a partecipare in quella data, ma senza darne un'altra. Vogliamo sapere quali sono le loro intenzioni rispetto alla procedura per la cassa integrazione per cessazione». I sindacati di categoria evidenziano infatti come si tratti di una procedura particolarmente lunga e come il 30 giugno sia in scadenza l'attuale cassa Covid, rispetto alla quale, secondo i sindacati, si registrano problemi nell'erogazione con i lavoratori che ormai da un paio di mesi non avrebbero percepito alcun sostegno. «Ci si fa carico di queste cose?», incalza Boccanera, «ormai sta diventando un vero e proprio problema sociale». Il tavolo regionale dovrebbe essere riconvocato a breve, in attesa che si riesca a portare la vertenza anche sul tavolo ministeriale e che si apra un confronto con Confindustria, le due curatele e la stessa Regione. «Ripartire con l'Atr vuol, dire ripartire dal polo del carbonio», sottolinea il segretario della Fiom Natascia Innamorati, «e riteniamo indispensabile il tavolo con Confindustria per intavolare una strategia industriale per il rilancio del territorio».
Nei giorni scorsi, intanto, è stato firmato l'accordo per i licenziamenti collettivi alla Veco di Martinsicuro, con la procedura che si concluderà il 30 settembre, mentre oggi la Fim Cisl, insieme alla Rsu della Selta di Tortoreto, sarà presente a Roma nella manifestazione organizzata dai sindacati nazionali davanti a Montecitorio per dire basta alle morti bianche ma anche per portare all'attenzione della politica le tante vertenze ancora aperte e chiedere la proroga del blocco dei licenziamenti. «Saremo presenti insieme alla Rsu della Selta», conclude Boccanera, «azienda ancora nel limbo del ministero dello Sviluppo economico che a differenza di Betafence, dove abbiamo messo paletti, e di Atr e Veco, dove bisogna ricostruire un tessuto produttivo, è quella che rischia maggiormente un'emorragia occupazionale».(a.m.)
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