Fallimento Gis, tre gruppi interessati alla fabbrica

4 Luglio 2014

Depositate proposte da Montesilvano (gruppo Di Cosimo), Bari e Bratislava Il curatore Nicola Rossi cerca imprese che tornino a produrre a Mosciano

MOSCIANO. A quasi un anno dal fallimento, si intravede uno spiraglio per la Gis, la storica azienda che produceva gelati a Mosciano. Un’azienda storica non solo per la sua produzione, ma perchè il suo marchio è stato legato a tanti successi sportivi, ad esempio nel ciclismo e nel calcio. Ora ci sono tre aziende interessate ad acquisire quella che è stata l’ammiraglia del patron Pietro Scibilia, sponsor del Pescara Calcio e di Francesco Moser.

Una volta chiuso lo stato passivo del fallimento, il curatore Nicola Rossi, coadiuvato da Stefano Di Tommaso, partner senior della società "La Compagnia finanziaria" di Milano, ha intensificando l'attività di ricerca di soggetti interessati alla Gis Gelati.

I primi sentori c’erano stati il 13 giugno, quando Rossi ha depositato in cancelleria tre manifestazioni d’interesse, i cui contenuti sono stati portati a conoscenza del giudice delegato, Giovanni Cirillo, che segue con attenzione la vicenda, vista anche l’importanza strategica che una riapertura della Gis potrebbe avere per l’intera provincia, sotto il profilo occupazionale. Le manifestazioni d’interesse però ieri sono diventate lettere d’intenti, cioè una sorta di compromesso, a cui dovranno seguire le offerte e la conseguente gara. Lettere d’intenti che sono seguite ad alcuni sopralluoghi fatti dagli interessati nella fabbrica di Mosciano.

A essere interessato alla Gis, è anche un potenziale acquirente di Montesilvano, il gruppo Di Cosimo, che ha presentato la lettera d’intenti tramite la società Agile trasporti. Altra società in lizza è la Fepa srl, riferita alla famiglia Spartano di Bari (che opera con il marchio “Ciao gelati”). La terza è la costituenda società "La nuova Gis Polo Alimentare ", rappresentata da Salvatore Lucisano che opera a Bratislava.

Il curatore ha già da tempo stimato in 650mila euro il valore degli impianti, tenendo presente che lo stabilimento è di proprietà della società di leasing “Alba Leasing”, per cui si dovrebbe trovare un’intesa su un affitto di azienda di 3-5 anni, sulla base di un congruo canone di locazione, calcolato da due Ctu . Al canone va sommato l’investimento basilare per far ripartire le cinque linee di produzione: sono necessari interventi per circa 2 milioni di euro.

A questo punto il curatore è intenzionato a convocare i sindacati per metterli al corrente della situazione. Un’eventuale ripartenza della Gis potrebbe significare, in prospettiva, il reimpiego della ventina di dipendenti in mobilità.

A questo proposito la Banca di Teramo ha sboccato le 450 azioni dell'istituto, in testa alla Gis, ed il curatore ora potrà pagare quanto spetta ai lavoratori che si sono occupati della sorveglianza dello stabilimento fino al 10 agosto 2013. Il valore delle azioni è infatti di circa 15mila euro e quindi ora c’è disponibilità: è in attesa del provvedimento di autorizzazione del giudice delegato per effettuare i pagamenti.

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