Fallimento Veco, si tenta il salvataggio

28 Gennaio 2020

Martinsicuro, dall’incontro fra curatore e sindacati spunta l’ipotesi di creare una nuova azienda con alcuni vecchi clienti

MARTINSICURO. C’è uno spiraglio per la Veco. Per ora si tratta solo di una possibilità, ma c’è un progetto ancora in fase embrionale di creare una newco che possa portare avanti la produzione. Di questa eventualità si è parlato ieri nel primo incontro fra il curatore fallimentare, il commercialista di Martinsicuro Massimo Mancinelli, e i sindacati.
«C’è la possibilità remota di creare una newco almeno per due anni, tramite la garanzia di alcuni clienti che riporterebbero lavoro in Veco», esordisce Marco Boccanera, segretario della Fim Cisl, «abbiamo riscontrato molta sensibilità sul futuro della Veco e delle maestranze da parte del curatore. L’invito è alla cautela, se si arriverà a formare la startup i promotori dovranno dare delle garanzie. Ed è basilare che venga a fare impresa, ma a fini industriali. Noi ovviamente vogliamo garanzie sul mantenimento dell'occupazione e del livello retributivo. L'alternativa è chiedere la cassa integrazione per cessazione e fine totale della Veco. Noi continuiamo a sperare in una ripartenza, ma il tempo ce n'è pochissimo: l'operazione deve essere portata a buon fine in tempi stretti, massimo entro febbraio».
A giorni si saprà dunque se esiste una cordata di imprese che non vuol far morire la storica fonderia. «Stiamo provando a capire se ci sono spazi per far ripartire l'azienda», aggiunge Mirco D’Ignazio, segretario della Fiom Cgil, «l'interesse è che la produzione riparta il prima possibile, si deve capire chi sono i soggetti interessati. A nostro sfavore gioca il fattore tempo: più passa diventa complicato recuperare clienti andati via. Stiamo lavorando per trovare una soluzione. Subito coinvolgeremo gli enti preposti per capire qual è la situazione della cassa integrazione e trovare una soluzione industriale per la ripartenza».
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