Falsa cessazione di attività licenziamenti illegittimi

13 Marzo 2016

Il giudice accoglie il ricorso di due dipendenti di una società del gruppo Ettorre Uno dei provvedimenti dichiarato nullo perché la lavoratrice era sposata da poco

TERAMO. Un licenziamento è stato dichiarato illegittimo e l’altro nullo. Il giudice del lavoro Giuseppe Marcheggiani ha definito così le due cause intentate da altrettanti dipendenti della Entrust srl, società del gruppo Ettorre di Notaresco, importante azienda che si occupa di distribuzione di pneumatici e servizi per il trasporto pubblico.

Ad impugnare i licenziamenti erano stati Monia Di Gennaro e Luca Porrini, assistiti dagli avvocati Francesco Antonini e Alessia Moscardelli. In particolare, relativamente a Di Gennaro, il giudice, accogliendo in toto le argomentazioni dei legali, «ha ritenuto assolutamente fondato», si legge in una nota degli avvocati, «il primo motivo di impugnazione di cui al ricorso, concernente la violazione del divieto di recesso del datore di lavoro dal rapporto di lavoro durante l’anno compreso tra la richiesta delle pubblicazioni di matrimonio seguite dalla celebrazione e la fine dell’anno successivo alla celebrazione stessa».

Per quanto riguarda l’altra causa, il giudice ha dichiarato illegittimo il licenziamento ordinando alla Entrust – impresa che ha meno di 15 dipendenti – di riassumere il lavoratore o di risarcirgli il danno versando cinque indennità pari all’ultima retribuzione globale di fatto nonché il pagamento delle spese di giudizio.

I licenzianti erano stati motivati in base alla cessazione dell’attività, poiché l’azienda aveva rinunciato a una mega commessa di 20 milioni per la manutenzione dei mezzi dell’Atac, l’azienda dei trasporti della capitale. In realtà, come accertato dal giudice, la comessa era stata girata a un’altra società del gruppo Ettore, la Corpa, alla quale erano stati trasferiti anche i beni aziendali. «Il giudice ha acclarato», si legge ancora nella nota degli avvocati, «con riferimento ad entrambi i dipendenti, che la società non ha in alcun modo provato la cessazione totale dell'attività come addotta a giustificazione dei licenziamenti dei lavoratori, rilevando, altresì, che è stato, per converso, ampiamente dimostrato che la società datrice di lavoro pochi mesi prima del licenziamento si era aggiudicata un mega appalto da oltre 20 milioni di euro per la manutenzione ed assistenza dei mezzi del trasporto pubblico dell'azienda Atac di Roma». Il giudice, dicono ancora i legali dei due lavoratori, ha rilevato che la cessione del ramo d’azienda è stata «un’operazione volta a trasferire l'attività relativa alla esecuzione del contratto di appalto aggiudicato alla Entrust in capo ad una società formata dagli stessi soci», cioè la Corpa.

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