False opere di Reggiani in casa: indagato collezionista teramano

Cinquantenne coinvolto nella maxi operazione partita da Bari: sequestrate due tele nell’abitazione Per i carabinieri stava per venderne una online, la mente sarebbe un mercante d’arte pescarese
TERAMO. In casa aveva due tele false di Mauro Reggiani, uno dei massimi esponenti dell’astrattismo in Italia, e una di queste stava cercando di venderla in un’asta online: c’è anche un collezionista privato teramano di 50 anni tra i 23 indagati nella maxi operazione firmata dai carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Bari che ha scoperto un gruppo criminale, composto da mercanti d'arte, collezionisti e speculatori occasionali con ramificazioni in tutta Italia.
Il gruppo, la cui mente secondo gli investigatori sarebbe un mercante d’arte di Pescara anch’egli indagato, avrebbe creato una rete commerciale di ricettazione e commercializzazione di opere d'arte false o contraffatte, attribuite al maestro Reggiani. Sessanta i falsi dipinti sequestrati nei mesi scorsi nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Lecce che nei giorni scorsi ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per i 23 indagati accusati di ricettazione. L'inchiesta, iniziata nel 2019 dalla segnalazione dell'associazione per la tutela delle opere di Mauro Reggiani che denunciava un'insolita e continua richiesta di verifica di autentiche di dipinti, ha permesso di accertare che opere falsamente attribuite all'artista venivano immesse sul mercato nazionale grazie alla complicità di gallerie, collezionisti privati e mercanti d'arte, prevalentemente attraverso l'utilizzo di piattaforme e-commerce. In particolare, secondo l’accusa il mercante d’arte pescarese, attraverso una serie di intermediari su tutto il territorio nazionale, avrebbe messo in circolazione le opere false, risultate copie di dipinti autentici, riproduzioni estrapolate dal catalogo generale delle opere di Reggiani, geometricamente identiche ma con colorazioni diverse da quelle originali. Le opere sequestrate, proposte in commercio a prezzi compresi tra 15.000 e 70.000 euro, avrebbero fruttato oltre un milione di euro. Moltissime le vittime del raggiro che si sono ritrovate in casa dipinti falsi pagati migliaia di euro. Le opere sono state sequestrate nelle province di Lecce, Napoli, Perugia, Teramo, Cagliari, Milano, Firenze, Roma, Alessandria, Como, Modena, Cesena, Ferrara, Brescia, Savona, Padova e La Spezia.(d.p.)
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