Famiglia sotto sfratto chiede invano un alloggio al Comune
GIULIANOVA. Saranno sfrattati il prossimo gennaio e il Comune, dopo la richiesta di emergenza abitativa fatta lo scorso maggio, ancora non fornisce loro un alloggio. È la storia di una famiglia...
GIULIANOVA. Saranno sfrattati il prossimo gennaio e il Comune, dopo la richiesta di emergenza abitativa fatta lo scorso maggio, ancora non fornisce loro un alloggio. È la storia di una famiglia giuliese residente in centro storico che per, il 26 gennaio dovrà lasciare la propria casa dopo aver ricevuto la comunicazione dello sfratto esecutivo. «L’8 dicembre», spiega Fabio Tiberi, «partirò per andare a lavorare in Trentino e tornerò ad aprile. Nel frattempo, mia moglie, che è al settimo mese di gravidanza, potrebbe rimanere senza casa». L’uomo si è recato più volte in Comune per chiedere di essere ricevuto dal sindaco Francesco Mastromauro, ma gli è stato risposto che l’agenda del primo cittadino è piena fino a dicembre inoltrato e che, quindi, non può riceverlo.
All’uomo, che fino ad ora è andato avanti facendo lavori saltuari, non resta altro che partire e fare la stagione turistica al nord lavorando come barman, visto che a Giulianova non si trova lavoro. «Devo partire», continua Tiberi, «se rimango non si mangia. Nel frattempo, mia moglie che fine farà?». Senza un contratto di lavoro, infatti, nessuno è disposto ad affittare loro una nuova casa e quindi l’unica alternativa è rimboccarsi le maniche e partire per il nord. Ma il problema dell’alloggio rimane. Il giuliese ha fatto scrivere al Comune anche dal suo avvocato, ma inutilmente. «Ho protocollato la richiesta di emergenza abitativa», racconta ancora il capofamiglia, «lo scorso 22 maggio. Da allora mi hanno sempre detto che non ci sono case a disposizione. Cosa dovremmo fare allora?».
Nel frattempo in città continuano a verificarsi casi di occupazioni abusive di alloggi pubblici vuoti. (mt)
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