Famiglie senza casa, è emergenza: «Il Comune deve dare soluzioni»

14 Ottobre 2023

Di Berardo (sindacato inquilini) racconta i casi drammatici di una donna e di genitori con cinque figli: «Va aperta una graduatoria per le situazioni critiche». De Sanctis: «Bando per 40 case, 200 domande» 

TERAMO. Difficoltà economiche, problemi di salute, disabilità, instabilità lavorativa: fattori diversi, spesso concomitanti, che mettono in crisi tante famiglie teramane. Crisi che, in alcuni casi, culmina nello sfratto. Il Sicet Cisl (il Sindacato inquilini, casa e territorio) torna ad accendere i riflettori sull’emergenza abitativa e lo fa tramite due storie complesse. La prima è quella di un 57enne, P.D.B., sposato e padre di cinque figli, due dei quali con difficoltà di apprendimento e uno con un grave problema di salute. L’uomo guadagna 750 euro al mese, mentre la moglie non lavora per accudire la famiglia. Una condizione difficile, racconta il segretario teramano del Sicet Antonio Di Berado, che ha portato ad uno sfratto da eseguirsi il 30 novembre. L’altra vicenda è quella di C.T., 75 anni, già nota alle cronache locali per atti di protesta clamorosi compiuti anche dinanzi al tribunale dopo aver perso la casa e aver attraversato complicate vicende giudiziarie legate anche alla separazione dal marito.
La donna, scrittrice e con un passato nel settore della formazione, percepisce una pensione di 800 euro al mese ma non ha un tetto dove stare e da tempo dorme in auto. Situazioni, quelle narrate dal Sicet, di estrema difficoltà e in virtù delle quali il sindacato chiede al Comune «di assegnare alle persone che versano in queste condizioni un alloggio provvisorio» e di «aprire urgentemente un bando per emergenza abitativa, ormai ferma da quattro anni per sopperire alle centinaia di richieste di un alloggio adeguato alle proprie esigenze». Le storie riferite dal Sicet sono note all’amministrazione e in particolare all’assessore al sociale Ilaria De Sanctis.
Sulla situazione della signora C.T. il Comune non ha possibilità di intervento, non essendo la donna residente a Teramo, mentre la famiglia di P.D.B. é già seguita dai servizi sociali e ha ricevuto, riferisce De Sanctis, supporti e aiuti economici e assistenziali. «L’emergenza abitativa a Teramo è una questione aperta che stiamo affrontando ma che non dipende solo dal Comune», tiene a precisare l’assessore, «dopo anni abbiamo riaperto un bando, lo scorso marzo, per le case popolari. Ci sono a disposizione 40 abitazioni Ater e sono giunte 200 domande: stiamo procedendo con la graduatoria che poi verrà controllata dall’Ater e ci sarà la pubblicazione. Il 30% di quelle case, tramite una graduatoria a parte, verrà destinata all’emergenza abitativa, cioè a quelle famiglie con sfratto esecutivo, con disabilità o situazioni gravi previste dalle norme».
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