«Fanghi in mare, pericolo non imminente»

Lo dicono il Parco del Cerrano e il Comune di Pineto: lo scarico deve essere ancora effettuato
PINETO. Il pericolo dei fanghi di dragaggio del porto di Ortona nelle vicinanze dell’area marina protetta del Cerrano c’è, ma non è ancora in atto. C’è un piano – attualmente all’esame del comitato regionale di valutazione di impatto ambientale – che prevede il deposito di quasi 350mila metri cubi di fanghi ma lo scarico non è ancora avvenuto (come riferito erroneamente sul numero di ieri). Lo precisa lo stesso Parco marino, sottolineando che comunque «il pericolo esiste e che la preoccupazione è alta. Una situazione che l’Amp ha stigmatizzato da tempo. A luglio sono state emanate delle note che mettevano in rilievo le incongruenze del piano studiato dalla Regione, così come lo scorso 16 agosto il comitato di gestione dell’Area Marina ha inviato una serie di osservazioni sui lavori di escavazione del porto ortonese. I tecnici del Parco, pur coscienti del fatto che l'eventuale deposito avverrebbe a distanza di chilometri dai confini dall'Amp, condividono pienamente le preoccupazioni per ogni possibile problematica che si possa venire a creare per l'immissione in mare dei fanghi in questione» che «potrebbe infatti risultare impattante per la qualità delle acque marine». Anche il Comune di Pineto precisa che lo scarico dei fanghi non è ancora stato compiuto e che non vi è «un pericolo immediato». «Al momento», dice il sindaco Robert Verrocchio, «si è nella fase della valutazione di impatto ambientale, per la quale sono già state presentate in Regione le dovute osservazioni grazie al contributo dell’Amp. Oltre a questo, ci stiamo ovviamente anche attivando perché il nostro mare non abbia ad essere danneggiato, e per questo terremo costantemente alta l’attenzione». Il Comune di Ortona precisa che i lavori di dragaggio, pur essendo già stato espletato il bando di gara, non sono ancora stati effettuati.

