Fanno saltare il bancomat, paura in paese

23 Gennaio 2020

Mosciano, colpo con l’esplosivo alla Tercas. Ma i detriti nascondono le cassette con 60mila euro, ladri in fuga con 7mila

MOSCIANO. L’ultimo colpo simile nel 2017. La tregua nel Teramano è finita nella notte tra martedì e mercoledì quando un boato ha svegliato i residenti di via Crispi, a Mosciano. Polvere, vetri in frantumi e pareti divelte a raccontare scene già viste: un bancomat fatto esplodere, ladri incappucciati e fuga in auto.
È successo nella filiale Tercas con quello che inzialmente era sembrato un bottino di circa 60mila euro visto che questo, infatti, era il contenuto del forziere. Ma sono bastate poche ore per accertare che gran parte delle cassette contenenti banconote da 20 e 50 euro in realtà non sono state portate via dai banditi ma erano finite sotto la mole di detriti conseguenza della violenta esplosione. Ultimati tutti i conteggi è stato accertato che i malviventi hanno portato via circa 7mila euro dal bancomat che, proprio per scongiurare colpi di questo genere, era provvisto di una solida ingabbiatura dopo che nel 2017 lo stesso istituto di credito di Mosciano era già stato preso di mira.
Fin qui la cronaca di una notte da incubo per i residenti di via Crispi che ai carabinieri hanno raccontato: «È stato come se fosse esplosa una bomba». La violenza dell’esplosione (anche in questo caso come in passato i malviventi hanno fatto esplodere con la "tecnica della marmotta" usando un oggetto metallico con miccia e polvere da sparo) ha divelto porte e mandato in frantumi i vetri. Inizialmente si era sparsa la voce che il piano che si trova sopra ai locali che ospitano l’istituto di credito fosse inagibile, ma questa ipotesi è stata smentita dagli investigatori. All’esame dei carabinieri ci sono le immagini catturate dal sistema di videosorveglianza che hanno ripreso i malviventi incappucciati in fuga. I ladri, molto probabilmente, sono scappati a bordo di una macchina che successivamente è stata abbandonata per poi proseguire la fuga su un’altra vettura.
Va detto che dopo i dieci colpi messi a segno tra il 2016 e il 2017 sul territorio teramano, successive le indagini degli investigatori hanno portato a sgominare una banda proveniente da Cerignola. In nove sono finiti a processo e al termine del dibattimento di primo grado sono stati condannati a pene complessive di circa 50 anni di carcere.
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