Far west delle sagre, serve un regolamento

La Confcommercio torna a sollecitare i Comuni «per evitare la concorrenza sleale ai ristoranti»
TERAMO. Confcommercio torna a lanciare un appello per regolamentare le sagre che vengono svolte in provincia e affinché vengano riconosciuti come ufficiali solo gli eventi enogastronomici che promuovono le reali eccellenze tipiche dei territori.
Stop alle sagre generiche insomma, a contenitori in cui il pubblico è invitato a degustare i soliti piatti e che, secondo l’associazione di categoria, danneggerebbero le attività locali colpite da una "concorrenza sleale" da parte delle sagre. Queste ultime spesso, osserva Giammarco Giovannelli, vicepresidente amministratore della Confcommercio provinciale, «diventano solo una mera opportunità commerciale alimentare che oggi si traduce solo in una spiacevole e scorretta concorrenza sleale verso tutti quei pubblici esercizi stabili che, tra tasse, crisi ed affitti non riescono nemmeno ad andare avanti». Giovannelli ricorda che l'appello, lanciato oltre che dalla Confcommercio, anche dall'Associazione dei ristoratori teramani, stufi per la mancata tutela dei prodotti e le ricette tradizionali del territorio, finora è rimasto inascoltato. «Negli ultimi anni il fenomeno delle sagre è cresciuto a dismisura con centinaia di appuntamenti in ogni Comune, frazione e quartiere», scrivono le due associazioni, «senza rispettare l'identità e l'origine del territorio e danneggiando la categoria degli esercizi pubblici». Le aziende aderenti alla Confcommercio ribadiscono di essere disponibili a collaborare con i Comuni per l'organizzazione di sagre che siano unicamente votate alla valorizzazione delle ricette tradizionali dell'enogastronomia del territorio di appartenenza. Insomma, ciò che viene chiesto è che venga stilato un preciso regolamento delle sagre per impedire che le attività di ristorazione aperte tutto l'anno «debbano perdere fette di mercato a causa di manifestazioni e attività di promozione che hanno meno regole da seguire e ricevono più agevolazioni e affinché venga effettuata un'adeguata vigilanza igienico-sanitaria in tutte la manifestazioni temporanee». La Confcommercio chiede ai Comuni di valutare la "genuinità" di tali manifestazioni prima di autorizzarle.
Proprio sull’opportunità o meno di svolgere la Sagra delle sagre e il successivo spostamento da Alba a Martinsicuro, è nata una furiosa polemica che ha portato, fra l’altro, alla nascita di una seconda Pro loco ad Alba.
Sandro Petrongolo
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